Tipologie di EPD: quale serve davvero nello studio LCA

Cerchi l’EPD del calcestruzzo per lo studio LCA di una scuola. Trovi quella di un produttore, con numero di registrazione e scadenza. Poi ne trovi un’altra, emessa da un’associazione di categoria per il calcestruzzo prodotto in undici stabilimenti diversi. La seconda ti sembra un ripiego e la scarti, poi per quel materiale usi la banca dati del software.

Hai appena sostituito un dato raccolto in undici impianti reali con una media europea che non conosci. Fra le tipologie di EPD ce n’era una che ti serviva, ma l’hai trattata come se non fosse una EPD.

In questo articolo scoprirai:

  • Come la UNI EN 15941 classifica le EPD e perché “EPD” al singolare è una parola imprecisa
  • Quando una EPD media o di settore vale come dato primario per i CAM 2025
  • Perché la stessa EPD può essere dato primario in un documento e dato generico in un altro
  • Cosa scrivere nel rapporto LCA perché la scelta dei dati regga alla verifica

Indice

Quante tipologie di EPD esistono davvero

La UNI EN 15941:2024, al punto 5.4, classifica le EPD in base al loro ambito e ne distingue tre famiglie: quelle di un singolo fabbricante, quelle che coprono più fabbricanti (le collettive, dette anche di settore) e le worst case. Dentro la prima famiglia la norma separa il prodotto specifico, il prodotto medio e il prodotto tipico rappresentativo.

Ognuna di quelle caselle risponde a una domanda diversa, motivo per cui la tabella 2 della norma le descrive una per una.

TipologiaCosa dichiaraEsempio della norma
Prodotto specifico, 1 stabilimentoUn prodotto preciso, fatto in un impianto precisoUna miscela di calcestruzzo di un singolo impianto di betonaggio
Prodotto medio, 1 stabilimentoLa media dei prodotti di quella famiglia in quell’impiantoIl calcestruzzo medio prodotto in quell’impianto
Prodotto medio, più stabilimentiLa media sugli impianti dello stesso fabbricanteIl calcestruzzo medio su tutti gli impianti del produttore, anche con processi diversi
Prodotto tipico rappresentativoUn prodotto scelto come rappresentativo di un’intera classeUn prodotto della gamma che il fabbricante motiva come rappresentativo
Collettiva, più fabbricantiUn prodotto come media di impianti di fabbricanti diversiIl polistirene estruso come media degli impianti di un’associazione
Worst caseI valori peggiori per tutti i moduli tranne il DAdesivi e prodotti a incidenza minima sull’edificio
Le sei tipologie della tabella 2 della UNI EN 15941, con gli esempi che la norma stessa porta. La colonna di destra è la ragione per cui una tipologia esiste.

Un dettaglio della worst case merita attenzione, perché è controintuitivo: per il modulo D dichiara il beneficio più piccolo e il carico più alto tra tutti i prodotti modellati, in modo che resti davvero il caso peggiore anche quando il modulo D premia il recupero.

E c’è un limite esplicito sull’uso dei dati medi. Un dato medio di un gruppo di prodotti non va usato per rappresentare un sottogruppo più ristretto con impatti sensibilmente più alti. Ogni scelta di questo tipo va giustificata nel report di progetto e nella EPD.

Se questa scala ti serve mentre prescrivi i materiali, il passaggio successivo è capire dove finisce il nome del prodotto quando il capitolato non lo può contenere: lo trovi nell’articolo su capitolato e CAM 2025.

Cosa chiedono i CAM 2025 sulla scelta dei dati

I CAM adottati con il DM 24 novembre 2025, al paragrafo 1.3.2, dicono che nella scelta dei dati per lo studio LCA vanno preferiti i dati primari, definiti come dati rappresentativi di un prodotto, gruppo di prodotti o servizio, forniti da uno o più fornitori. Poi precisano: dati specifici o medi del produttore, così come li definisce la UNI EN 15804.

Quel “o medi” cambia tutto. La UNI EN 15804 chiama dati specifici quelli forniti da un unico fornitore e dati medi quelli forniti da uno o più fornitori. I CAM mettono le due cose sullo stesso gradino della gerarchia, come le due facce dello stesso dato primario.

Se stai muovendo i primi passi con la valutazione del ciclo di vita degli edifici, questa è la prima decisione che pesa sul risultato, prima ancora dei confini del sistema.

I dati generici entrano dove i primari non ci sono. Il decreto ne elenca le fonti in ordine di preferenza, dai database LCI sottoposti a revisione critica fino agli studi di letteratura e ai brevetti. Per la loro qualità rimanda alla UNI EN 15941, che chiede di documentare copertura temporale, geografica e tecnologica, più precisione, completezza, coerenza e fonti del dato.

La stessa EPD può essere dato primario o dato generico

Qui sta il punto che quasi nessuno racconta e che rende la classificazione qualcosa di più di un elenco. La tipologia di EPD non è una proprietà del documento, è la posizione che quel documento occupa rispetto a ciò che stai dichiarando.

La UNI EN 15941, al punto 5.2, elenca le EPD collettive tra le fonti di dati generici utilizzabili per i processi a monte. La stessa EPD di settore che per l’associazione che l’ha prodotta è il risultato di una raccolta primaria presso i suoi impianti, per il fabbricante che la usa a monte del proprio prodotto è un dato generico. E la norma aggiunge che una EPD di un singolo fabbricante può essere usata come dato proxy dove una collettiva non esiste.

Portalo a scala di edificio e la conseguenza è netta. Se il prodotto lo hai a progetto e la sua EPD collettiva copre la tecnologia e l’area geografica che ti interessano, stai lavorando su un dato raccolto sul campo. Se prendi la stessa EPD per rappresentare un prodotto diverso da quelli che ha misurato, hai un proxy, che va dichiarato come tale.

La domanda giusta davanti a una EPD, quindi, non è se sia “vera” o “di settore”. È un’altra: questo documento ha misurato il prodotto che sto mettendo in progetto, oppure ne ha misurato un altro che gli assomiglia?

Se questa distinzione ti serve per lavorare, nel corso Esperto LCA Edifici la scelta e la qualificazione dei dati occupano un modulo intero, con i casi che si incontrano in gara.

Un esempio pratico: il calcestruzzo della scuola

Torniamo alla scuola. Per il calcestruzzo strutturale hai tre strade davanti.

La prima è l’EPD di un impianto di betonaggio a venti chilometri dal cantiere, per la classe di resistenza che ti serve. Dato specifico, un prodotto, un impianto. È la scelta più forte se quell’impianto è davvero tra i fornitori plausibili dell’opera.

La seconda è l’EPD media del produttore su tutti i suoi impianti regionali. Resta dato primario ai sensi del 1.3.2 e ha un vantaggio pratico: non ti lega a uno stabilimento che in gara potrebbe non essere quello che fornisce. Paghi una rappresentatività tecnologica più larga, perché dentro quella media possono convivere processi produttivi diversi.

La terza è l’EPD collettiva dell’associazione di categoria per il calcestruzzo prodotto in Italia con quel tipo di cemento. Copertura geografica giusta, tecnologia giusta, nessun nome commerciale da maneggiare. Il difetto è la sensibilità: se il progetto punta su una miscela con alto tenore di materiale riciclato, la media di settore quel merito non lo vede.

Nessuna delle tre è sbagliata. Sbagliata è la quarta, quella che nessuno mette a verbale: aprire la banca dati del software e prendere il dataset europeo del calcestruzzo perché era il primo della lista.

Su questo i CAM sono espliciti anche a valle: il file digitale dello studio, così come esportato dal software, va reso disponibile tra i documenti di gara, con nome commerciale e versione del software. Chi verifica può aprire il tuo modello e guardare da dove arriva ogni numero.

Cosa scrivere nel rapporto LCA

Il paragrafo 1.3.2 chiede che il rapporto contenga l’analisi e la valutazione della qualità dei dati impiegati, la specifica dei software e delle banche dati, più l’elenco delle EPD utilizzate. Tradotto in una tabella che puoi allegare per ogni materiale rilevante:

  • Materiale e voce di computo, così il verificatore sa a cosa si riferisce il dato
  • Tipologia di EPD secondo la tabella 2 della UNI EN 15941: specifica, media di stabilimento, media di più stabilimenti, rappresentativa, collettiva, worst case
  • Titolare e numero di registrazione, con la data di scadenza
  • Programma e verificatore, perché una EPD scaduta o non verificata da terza parte è carta
  • Copertura temporale, geografica e tecnologica, i tre criteri della UNI EN 15941
  • Se è un proxy, per quale prodotto sta e perché lo consideri rappresentativo

L’ultima riga è quella che protegge il tuo lavoro. Quando in esecuzione l’impresa proporrà un prodotto diverso, la direzione dei lavori confronterà la sua EPD con quella del prodotto a progetto: se nel rapporto non è scritto che tipo di dato avevi usato, il confronto si fa tra numeri che non parlano la stessa lingua.

Quel confronto lo governa la direzione dei lavori, con la tolleranza del 10% sui tre indicatori di riferimento. Il documento da farsi consegnare dall’impresa, però, è un altro, la dichiarazione di prestazione e di conformità, che con l’EPD non va confusa.

Tre errori che fanno saltare la scelta dei dati

  1. Trattare le EPD di settore come dati generici. Sono dati primari quando rappresentano i prodotti che hai in progetto, tanto che il 1.3.2 le ammette senza riserve.
  2. Usare una media larga per un prodotto particolare. La UNI EN 15941 lo vieta quando il sottogruppo ha impatti sensibilmente più alti e in ogni caso pretende una giustificazione scritta.
  3. Non dichiarare la tipologia. Il rapporto elenca le EPD impiegate, ma se non dice di che tipo sono, chi verifica non può giudicare la rappresentatività.

Se invece stai ancora inquadrando il quadro documentale dei nuovi CAM edilizia, parti da lì: la scelta dei dati arriva dopo.

Vale la pena guardare il registro italiano delle dichiarazioni ambientali, EPD Italy, prima di dare per scontato che per un materiale non esista nulla: le collettive di associazione sono più numerose di quanto la maggior parte dei progettisti si aspetti.

Domande frequenti

Una EPD di settore è un dato primario?

Sì, quando copre i prodotti che stai considerando in progetto. Il paragrafo 1.3.2 dei CAM definisce i dati primari come quelli forniti da uno o più fornitori, mentre la UNI EN 15804 chiama dati medi quelli che vengono da più fornitori. Diventa un dato generico quando la usi per rappresentare un prodotto diverso da quelli misurati.

Che differenza c’è tra EPD media e EPD rappresentativa?

L’EPD media dichiara la media di un gruppo di prodotti, calcolata su uno o più stabilimenti. L’EPD di prodotto tipico rappresentativo dichiara invece i valori di un singolo prodotto scelto come rappresentativo dell’intera classe. La UNI EN 15941 chiede che quella scelta sia giustificata.

Posso usare una EPD scaduta?

No. La validità alla data che ti interessa è parte della qualificazione del dato, insieme alla verifica da parte di un organismo terzo secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17029. Una EPD fuori validità va sostituita o dichiarata come dato storico, spiegando perché la consideri ancora rappresentativa.

Cosa succede se per un materiale non esiste nessuna EPD?

Si usano dati generici, nell’ordine di preferenza del paragrafo 1.3.2: prima i database LCI sottoposti a revisione critica, poi gli studi conformi alla ISO 14044 revisionati, fino alla letteratura tecnica. I criteri di qualità sono quelli della UNI EN 15941 e vanno documentati nel rapporto.

La tipologia di EPD cambia il calcolo?

Non cambia il metodo, cambia l’incertezza. Una media di settore ti dà un valore stabile, ma poco sensibile alle scelte di progetto; una EPD di prodotto specifico è sensibile, ma legata a un fornitore che potrebbe non essere quello dell’appalto. La scelta va motivata in relazione all’uso che fai del risultato.

Tre cose da portare via

  • Le EPD non sono tutte uguali: la UNI EN 15941 ne distingue sei tipi per ambito, quindi sceglierne una è già una decisione tecnica.
  • Per i CAM 2025 sono dati primari sia i dati specifici sia quelli medi del produttore, quindi una EPD collettiva vale quanto quella di prodotto quando rappresenta ciò che hai in progetto.
  • La stessa EPD vale come dato primario o come proxy a seconda di cosa rappresenta: il rapporto LCA deve dire quale dei due casi è il tuo.

Nel corso Esperto LCA Edifici la scelta dei dati è la parte su cui si spende più tempo, perché è quella che regge tutto il resto: il metodo di calcolo, i software e i casi reali, con il tool LCC incluso.

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