Nuovi CAM Edilizia 2025: la guida completa ai 21 documenti per l’opera pubblica

Una scuola comunale resta aperta mentre si interviene su una parte dell’edificio: si rifà una copertura, si sostituiscono alcuni serramenti e si organizza il cantiere nel cortile. L’incarico parte da una domanda concreta: quale porzione dell’opera è coinvolta, quali criteri sono pertinenti e in quale elaborato si può dimostrare, fase per fase, la scelta fatta?

Questo è un caso illustrativo. I criteri devono essere verificati sul progetto, sull’oggetto dell’affidamento e sul regime applicabile alla procedura; non si trasferisce automaticamente alla scuola ogni voce che potrebbe riguardare un edificio intero. La mappa dei 21 documenti che segue serve a ordinare il lavoro: non è un elenco esaustivo di obblighi e non dice che tutti e 21 documenti siano richiesti in ogni incarico.

Indice

1. Prima della lista: delimitare l’applicabilità

Il DM 24 novembre 2025 si applica ai contratti pubblici per progettazione, direzione lavori ed esecuzione di lavori relativi a interventi edilizi e opere di ingegneria civile, compresi costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento. Per un intervento che riguarda solo una parte dell’opera, il suo allegato tecnico chiarisce però un passaggio essenziale: i CAM si applicano limitatamente alla porzione oggetto di intervento. Nei servizi e lavori di manutenzione rilevano i criteri pertinenti all’oggetto dell’affidamento, secondo quanto indicato dai singoli criteri. DM CAM Edilizia 2025, §1.1

Nel caso della scuola, quindi, la prima consegna utile è una breve descrizione dei confini: copertura, serramenti interessati, aree di cantiere, impianti eventualmente toccati, parti conservate e vincoli emersi dalle indagini o dai pareri. Da qui si apre una tabella dei criteri: applicato, parzialmente applicabile o non applicabile, con la motivazione tecnica e il rinvio all’elaborato che sostiene quella conclusione.

Un vincolo di tutela o una condizione tecnica che rende incompatibile una soluzione richiede una motivazione riferita allo specifico criterio e documentata. Il modello MASE chiede espressamente di spiegare applicazioni parziali e non applicabilità con motivazioni tecniche e documentazione di supporto. Per gli immobili soggetti a tutela, il decreto mantiene l’applicazione dei CAM e richiede di considerare le condizioni del caso. Modello MASE della Relazione CAM, pp. 2-4

Questa impostazione evita due errori opposti: trattare la ristrutturazione parziale come se imponesse automaticamente verifiche sull’intera scuola, oppure usare la parzialità dell’intervento per saltare criteri che riguardano proprio la copertura, i serramenti o il cantiere previsto.

Se vuoi esercitarti a ricostruire questa tabella prima di aprire il capitolato, il programma del Corso Esperto CAM Edilizia affronta il raccordo tra criteri, elaborati e verifiche.

Percorso CAM: delimitare l’intervento, individuare i criteri e collegare documenti, prove e responsabilità
Percorso per delimitare l’intervento, verificare i criteri applicabili e collegare elaborati, prove e responsabilità. I 21 documenti sono una mappa editoriale, non un elenco di obblighi universali. Apri l’infografica a piena risoluzione.

2. Quale regime temporale controllare

Il DM 24 novembre 2025 è entrato in vigore il 2 febbraio 2026. Come chiarisce la circolare MASE del 10 aprile 2026, per le gare di servizi di progettazione e direzione lavori avviate dal 2 febbraio 2026 conta l’avvio della procedura. Per manutenzione, lavori e affidamenti congiunti, il controllo richiede anche di guardare alla conformità CAM del progetto posto a base di gara e alla sua validazione.

Il vecchio DM 23 giugno 2022 può ancora trovare applicazione dopo il 2 febbraio 2026 nelle ipotesi disciplinate dall’articolo 2. Il PFTE o il progetto esecutivo deve essere stato redatto, verificato e validato in conformità al vecchio decreto, anche quando la validazione interviene dopo il 2 febbraio 2026. Il bando o l’invito deve poi essere pubblicato o inviato entro tre mesi dalla validazione. Non basta che l’incarico o una parte della progettazione sia iniziata prima. Resta distinto il caso della progettazione svolta internamente alla stazione appaltante. Quella non ancora validata al 2 febbraio 2026 va adeguata ai nuovi criteri prima della validazione.

Esistono inoltre regimi speciali da controllare separatamente. Ad esempio, una disciplina successiva ha un campo circoscritto agli interventi di ricostruzione pubblica post sisma 2016 e richiede condizioni precise. Prima di impostare una gara su questa disciplina, va verificato il campo di applicazione e l’effetto sulle varianti. Ordinanza in Gazzetta Ufficiale, art. 1

Per il progettista, la conseguenza pratica è semplice: nel fascicolo di avvio annotare data e tipo di procedura, livello progettuale posto a base di gara, decreto CAM usato per redazione/verifica/validazione e data di pubblicazione o invio. È una verifica da fare prima di copiare clausole o modelli da un progetto precedente.

3. La mappa editoriale dei 21 documenti

I 21 nomi qui sotto sono una mappa editoriale: raccolgono elaborati del Codice, della sicurezza, della progettazione, della gara e dei CAM per far vedere il passaggio delle informazioni. Non sono 21 allegati del modello MASE, né 21 obblighi CAM universali. In particolare, nel modello della Relazione CAM il MASE elenca otto approfondimenti da allegare ove applicabili al progetto.

Per usarla bene, accanto a ogni voce annota la condizione che la attiva, chi la redige e da quale documento arrivano i dati. I titoli dei criteri CAM, quando sono richiamati negli atti, vanno ripresi dal decreto; le etichette sintetiche della mappa non li sostituiscono.

Indirizzo e avvio.

  1. DOCFAP: inquadra alternative e fabbisogno quando previsto nel percorso dell’opera.
  2. DIP: fissa indirizzi e requisiti per la progettazione, compresi quelli ambientali pertinenti.
  3. Relazione di sostenibilità: collega le scelte al livello progettuale e al quadro richiesto dal Codice, quando dovuta.
  4. Analisi del rischio climatico: si sviluppa se il tipo di intervento e il quadro applicabile la richiedono.
  5. Rapporto LCA/LCC: può essere necessario nei casi previsti; non è corretto descrivere LCA e LCC come elaborati universalmente obbligatori per ogni appalto.

Documentazione CAM e progetto.

  1. Relazione CAM di progetto: è il documento previsto dalla clausola contrattuale del criterio 2.1.1 “Relazione CAM di progetto” e accompagna la progettazione già dal PFTE, con un approfondimento coerente con il livello degli elaborati.
  2. Rapporto sullo stato dell’ambiente: entra nella relazione quando il criterio 2.2.9 è applicabile.
  3. Piano ambientale di cantiere: è un elaborato progettuale per l’organizzazione e la gestione sostenibile del cantiere; il progettista ne dimensiona le misure in base a caratteristiche, durata e dimensione dell’intervento.
  4. Piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D: va distinto dal documento operativo che l’impresa terrà in esecuzione.
  5. Piano di decostruzione e demolizione selettiva a fine vita: riguarda le condizioni indicate dal relativo criterio, non ogni lavorazione in modo indistinto.
  6. Documentazione per la gestione delle terre e rocce da scavo: se l’intervento comporta terre e rocce, lo strumento da predisporre dipende dal regime applicabile e dalle condizioni del caso.
  7. Manuale o procedura di gestione ambientale del cantiere: può essere richiesto da atti, organizzazione di cantiere o altri adempimenti; va tenuto distinto dai piani CAM nominati dal decreto.

Sicurezza, territorio e gara.

  1. Piano di sicurezza e coordinamento: risponde alle condizioni e alle funzioni della disciplina di sicurezza, non diventa un documento CAM solo perché accompagna un appalto pubblico.

  2. Fascicolo dell’opera: risponde alle condizioni e alle funzioni della disciplina di sicurezza, non diventa un documento CAM solo perché accompagna un appalto pubblico.

  3. Quadro dell’incidenza della manodopera: appartiene agli atti economici e progettuali quando previsto.

  4. Verifica dell’interesse archeologico: dipende da localizzazione, caratteristiche dell’opera e istruttoria; può condizionare le scelte progettuali.

  5. Piano particellare di esproprio: dipende da localizzazione, caratteristiche dell’opera e istruttoria; può condizionare le scelte progettuali.

  6. Piano di monitoraggio geotecnico: dipende da localizzazione, caratteristiche dell’opera e istruttoria; può condizionare le scelte progettuali.

  7. Capitolato speciale d’appalto: al progetto esecutivo deve tradurre nei documenti di gara i requisiti e i mezzi di prova pertinenti; il criterio 2.1.2 è intitolato “Contenuti del capitolato speciale d’appalto”.

  8. Capitolato informativo e modelli BIM: entrano solo quando ricorrono i presupposti dell’affidamento e della disciplina applicabile.

  9. Piano di manutenzione dell’opera: integra le indicazioni necessarie alla gestione dell’opera e le parti richieste dal criterio 2.3.16, quando applicabile.

La mappa non sostituisce l’indice di progetto. Serve a non perdere il filo: un dato raccolto per la copertura, per esempio, può servire alla Relazione CAM, al capitolato e poi alla verifica della fornitura, ma in ciascun punto cambia la domanda a cui deve rispondere.

Documento da coordinare Responsabile prevalente Fase Dato necessario
Tabella di applicabilità nella Relazione CAM Progettista e gruppo di lavoro PFTE e livelli successivi Copertura, serramenti e cortile interessati; criteri pertinenti, motivazioni e rinvii agli elaborati
Capitolato speciale d’appalto Progettista, con stazione appaltante Progetto esecutivo e gara Requisiti e mezzi di prova pertinenti alla copertura e ai serramenti, da verificare per il progetto
Piano ambientale di cantiere Progettista Progetto esecutivo Criticità del cortile scolastico, misure per accessi, depositi e protezioni, dimensionate al cantiere
Piano operativo per la gestione del cantiere Impresa aggiudicataria; DL per i riscontri Esecuzione Misure che l’impresa adotta per rendere operative le prescrizioni progettuali sul cantiere
Relazione CAM dell’impresa appaltatrice Impresa aggiudicataria; DL per i riscontri Esecuzione e stato finale Prodotti effettivamente proposti, procedure di cantiere, rifiuti, varianti e riscontri della DL
Schema organizzativo ricavato dai criteri 2.1.1, 2.1.2 e 3.1.1 dei CAM: documenti e riscontri vanno adattati alle competenze e agli atti del singolo affidamento.

4. Dal progetto al cantiere: la relazione non lavora da sola

La Relazione CAM di progetto accompagna già il PFTE. Il criterio 2.1.1 la richiede e il modello MASE del 23 aprile 2026 propone una struttura con quadro normativo, descrizione del progetto, tabella di applicabilità, gruppo di lavoro e una scheda per ciascun criterio applicato. La scheda mette insieme referente, risultato progettuale, mezzo di verifica e riferimento puntuale all’elaborato. Per un criterio parzialmente applicabile o non applicabile deve riportare la motivazione nella sezione di verifica. Modello MASE, pp. 2-4

Nel caso della scuola, una scheda sui serramenti non deve limitarsi al nome del prodotto. Deve rendere rintracciabile la scelta nel progetto, indicare la verifica prevista e segnalare ciò che dovrà essere confermato in esecuzione. Un’EPD può essere una delle informazioni disponibili su un prodotto o un input utile in uno studio; non è, da sola, una certificazione universale di conformità ai CAM.

Il capitolato fa il passaggio successivo: trasforma le prestazioni e i mezzi di prova pertinenti in prescrizioni di gara. L’impresa non riceve un insieme astratto di obiettivi, ma requisiti leggibili che dovrà rendere operativi. Il collegamento tra Relazione CAM, elaborati e capitolato è ciò che permette alla direzione lavori di verificare il lavoro senza ricostruire a posteriori la logica del progetto.

5. Ruoli e consegne: progettista, impresa, stazione appaltante

La responsabilità non coincide con un titolo professionale unico. Il progettista coordina e documenta le scelte di progetto; il gruppo di lavoro contribuisce per le competenze effettivamente necessarie; la stazione appaltante definisce e verifica gli atti del procedimento nel proprio ruolo. L’impresa, dopo l’aggiudicazione, porta il progetto nella realtà del cantiere. Direzione lavori e RUP intervengono nelle verifiche previste dagli atti e dal decreto.

Qui entra il criterio 3.1.1 “Relazione CAM dell’impresa appaltatrice”. L’impresa aggiudicataria rendiconta come rende operative le scelte e le procedure collegate ai criteri di esecuzione, la conformità alle clausole contrattuali e gli eventuali criteri premianti inseriti in gara. La relazione viene aggiornata in base allo stato di avanzamento dei lavori e, allo stato finale, è presentata alla direzione lavori a integrazione degli adempimenti verso la stazione appaltante. DM CAM Edilizia 2025, §3.1.1

La differenza è pratica. Il progettista dichiara e rende verificabile ciò che ha previsto; l’impresa documenta prodotti, gestione del cantiere, rifiuti e varianti nella fase in cui quelle scelte sono eseguite. Con una variante sostanziale si ripetono le verifiche previste dallo specifico criterio. La documentazione deve quindi restare collegata al capitolato e agli elaborati aggiornati.

Per lavorare su responsabilità, elaborati e controlli senza confondere i ruoli, consulta il programma del Corso Esperto CAM Edilizia.

6. Glossario

  • CAM: criteri ambientali minimi applicabili nel quadro degli affidamenti pubblici. La verifica parte dall’oggetto dell’intervento, non da una lista standard.
  • PFTE: progetto di fattibilità tecnico-economica. Per la Relazione CAM il livello di dettaglio deve essere coerente con gli elaborati disponibili e con le fasi successive.
  • Mezzo di verifica: prova prevista dal criterio o dal capitolato per dimostrare un requisito nel caso concreto.
  • LCA e LCC: analisi ambientale e costo del ciclo di vita. Metodo e livello di approfondimento dipendono dal quadro applicabile e dal progetto.
  • EPD: dichiarazione ambientale di prodotto, utile quando pertinente, ma insufficiente da sola a dimostrare gli altri requisiti CAM.

Domande frequenti

I 21 documenti sono obbligatori in ogni incarico?

No. Sono una mappa editoriale per collegare atti, elaborati e verifiche. Per ogni voce bisogna controllare l’oggetto dell’affidamento, la disciplina applicabile e le condizioni che la rendono pertinente.

Quando può restare applicabile il precedente decreto CAM?

Nel transitorio dell’articolo 2 devono ricorrere insieme le condizioni sul livello progettuale redatto, verificato e validato secondo il precedente decreto e sulla pubblicazione o invio della procedura entro tre mesi dalla validazione. L’avvio precedente dell’incarico non basta da solo.

Un corso abilita a firmare o certifica una persona?

No. La formazione serve ad aggiornare metodo e strumenti di lavoro; non attribuisce automaticamente abilitazioni professionali né equivale a una certificazione di persona.

7. Sette risorse per lavorare sul fascicolo reale

  1. DM 24 novembre 2025, Allegato CAM Edilizia: testo da cui riprendere campo di applicazione, titoli dei criteri e verifiche.
  2. Circolare MASE 10 aprile 2026: chiarimenti sull’applicazione temporale e sul transitorio.
  3. Modello MASE della Relazione CAM di progetto, 23 aprile 2026: esempio di tabella di applicabilità, schede e allegati ove pertinenti.
  4. Pagina MASE dei CAM vigenti: punto di controllo per i testi e gli aggiornamenti ufficiali.
  5. Codice dei contratti pubblici, d.lgs. 36/2023: quadro degli atti e delle fasi da coordinare.
  6. Ordinanza sulla ricostruzione pubblica post sisma: da leggere solo se il procedimento ricade nel relativo regime speciale.
  7. Specifiche tecniche CAM, prodotti ed EPD: approfondimento operativo per distinguere prescrizione, documento del prodotto e verifica della fornitura.

Se devi impostare o rimettere in ordine un fascicolo, comincia dalla tabella di applicabilità e dai dati che mancano: è il modo più rapido per capire quale elaborato serve davvero e chi deve produrlo. Per scaricare il toolkit e vedere i materiali disponibili, accedi alla pagina del Corso Esperto CAM Edilizia. Nella stessa pagina puoi consultare anche il programma del corso.

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