Dal 2 febbraio 2026 la rubinetteria CAM smette di essere una voce libera di capitolato: il criterio 2.4.16 del DM 24 novembre 2025 fissa portate e volumi massimi per ogni terminale di erogazione di un edificio in appalto pubblico. Lavabi e bidet a 6 litri al minuto, docce a 8, vasi WC con scarico completo entro 6 litri e capacità media entro 3,5. Chi monta terminali fuori soglia consegna un progetto che il verificatore non valida.
Sono numeri secchi, verificabili sulla scheda tecnica del prodotto. Ed è proprio la loro semplicità a renderli insidiosi: si danno per scontati e si scoprono fuori norma a fornitura ordinata.
Quali sono le soglie del criterio 2.4.16?
Il criterio 2.4.16 impone un valore massimo di portata o di volume per ciascun terminale idrico-sanitario. La conformità si valuta terminale per terminale, sui dati di targa del prodotto installato, non sull’impianto nel suo complesso.
| Terminale | Soglia massima |
|---|---|
| Lavandini, lavabi e bidet | 6 L/min |
| Docce | 8 L/min |
| Lavello cucina | 6 L/min |
| Vaso WC, scarico completo (Vf) | 6 litri |
| Vaso WC, capacità media (Va) | 3,5 litri |
| Orinatoi (con temporizzatore) | 2 L/vaso all’ora |
Il criterio non si ferma alle portate. La lettera a) richiede rubinetteria temporizzata con aeratore a basso consumo e sistemi di riduzione di flusso per lavabi, bidet e docce; la lettera c) impone orinatoi temporizzati. Le portate si rispettano con aeratori a flusso limitato, che mantengono il comfort di getto riducendo i litri erogati. Il punto più trascurato è un altro, ed è il vaso WC.
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Come si calcola la capacità media Va del WC?
La soglia che ferma più progetti non è lo scarico completo, è la capacità media. Il CAM non guarda solo al volume pieno del WC: guarda alla media pesata tra uno scarico completo e tre scarichi ridotti, con questa formula:
Va = [Vf + (3 × Vr)] / 4
dove Vf è il volume dello scarico completo e Vr quello dello scarico ridotto, misurati secondo le norme UNI EN 997 e UNI EN 14055. La media deve restare entro 3,5 litri.
Qui scatta la trappola. Il WC a doppio scarico più diffuso sul mercato è il 6/3 litri. Sembra virtuoso, ma applicando la formula:
Va = [6 + (3 × 3)] / 4 = 15 / 4 = 3,75 litri
Risultato sopra soglia. Un 6/3, da solo, non rispetta il criterio 2.4.16 sulla capacità media. Per rientrare serve uno scarico ridotto da 2,5 litri (Va = 3,375) oppure un completo da 4,5 litri. Nei capitolati che rivedo è il punto dove la conformità casca più spesso, perché il 6/3 è la scelta automatica di chi non ha fatto il calcolo.
Come si dimostra la conformità in cantiere?
La conformità si attesta con una dichiarazione del produttore che riporti i parametri del prodotto, oppure con un’etichettatura riconosciuta che li certifichi: il criterio cita esplicitamente l’Ecolabel UE e la Unified Water Label, che indicano portata e volumi misurati secondo procedura standard e rendono immediato il confronto con le soglie.
Significa allegare alla documentazione di progetto le schede dei terminali previsti a capitolato, con portata in litri al minuto per i rubinetti e volumi Vf e Vr per i WC. Una specifica di capitolato che richiama il criterio 2.4.16 e le sue soglie evita contestazioni in fase di fornitura, quando sostituire un lotto già ordinato costa tempo e denaro.
Le soglie sui terminali sono il tassello finale di un impianto che i CAM vogliono progettato per consumare meno: a monte ci sono le reti duali potabile e non potabile a scala di edificio del criterio 2.3.14 e la raccolta delle acque meteoriche del 2.3.15. Risparmiare litri al rubinetto ha senso pieno quando l’acqua per gli scarichi arriva già da un serbatoio di recupero dimensionato a regola d’arte.
Da quando vale e cosa rischia chi sfora?
Il criterio 2.4.16 è obbligatorio dal 2 febbraio 2026 per gli appalti pubblici e per i privati assimilati, in forza dell’art. 57 D.Lgs. 36/2023, che impone l’inserimento dei Criteri Ambientali Minimi nelle gare di progettazione e lavori. Il DM 24 novembre 2025 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2025.
Lo sforamento pesa sulla procedura di gara. La non conformità ai CAM è causa di mancata validazione del progetto ai sensi dell’art. 42 D.Lgs. 36/2023: senza validazione la stazione appaltante non avvia la gara, e sull’appalto integrato l’offerta tecnica può essere esclusa. Il vecchio DM 23 giugno 2022 n. 256 sopravvive solo per i progetti già redatti e validati sui suoi criteri e mandati in gara entro 3 mesi dalla validazione, secondo la circolare MASE del 10 aprile 2026. Per ogni nuovo progetto le soglie idriche dei nuovi CAM sono già la regola.
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Un esempio pratico: un blocco bagni in appalto pubblico
Prendiamo i servizi igienici di un edificio in appalto pubblico, con lavabo, doccia e WC, e verifichiamo i terminali a capitolato contro il criterio 2.4.16.
- Lavabo con miscelatore da 7,5 L/min: fuori soglia. Con un aeratore limitato a 6 L/min rientra.
- Doccia con soffione da 9 L/min: fuori soglia. Un soffione a 8 L/min è conforme.
- WC a doppio scarico 6/3: scarico completo conforme (6 L), ma capacità media Va = 3,75 L, fuori soglia. Sostituendo con un 6/2,5 la media scende a 3,375 L e rientra.
Tre terminali, due correzioni di dettaglio e un componente da cambiare. Nessuna delle tre è costosa se la cogli in progetto. Tutte e tre diventano un problema se le scopri a fornitura conclusa o, peggio, in fase di validazione.
Domande frequenti
Il criterio 2.4.16 vale anche per le ristrutturazioni private?
Vale per gli appalti pubblici e per gli interventi privati assimilati o che attingono a fondi pubblici soggetti ai CAM. Per una ristrutturazione privata senza fondi pubblici non è un obbligo di legge, ma resta un ottimo riferimento progettuale e un argomento di vendita verso il committente.
Un WC a doppio scarico 6/3 litri è conforme al CAM?
Sullo scarico completo sì (6 litri, entro la soglia), ma sulla capacità media no: Va risulta 3,75 litri, sopra il limite di 3,5. Serve uno scarico ridotto da 2,5 litri o un completo da 4,5 litri perché il WC rientri.
Come dimostro che la rubinetteria rispetta le soglie?
Con i dati di targa del prodotto o con un’etichetta riconosciuta come la Unified Water Label, allegando le schede tecniche dei terminali alla documentazione di progetto e richiamando le soglie del criterio 2.4.16 nelle specifiche di capitolato.
Cosa succede se un terminale è fuori soglia in un appalto pubblico?
La non conformità ai CAM impedisce la validazione del progetto (art. 42 D.Lgs. 36/2023). Senza validazione la gara non parte, e sull’appalto integrato l’offerta può essere esclusa.
Progettare a norma CAM è una catena tecnica: parte dalla crisi idrica e arriva alla scelta dei componenti, passando per reti duali, recupero delle piovane e dimensionamento dei serbatoi. Il corso Progettare con l’Acqua la percorre tutta, con i calcoli svolti e i riferimenti normativi alla mano.

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