Produrre energia in un punto e consumarla in un altro, restando lo stesso soggetto giuridico: è l’autoconsumo individuale a distanza. Per un’azienda con il capannone in un posto e gli uffici in un altro, o un tetto sfruttabile lontano dal punto di consumo, è la chiave per installare fotovoltaico dove conviene. Dal 2026 non è più una sola strada, ma tre, e ognuna porta un incentivo diverso. Vediamole.
In questo articolo scoprirai:
- Cos’è l’autoconsumo individuale a distanza e quando si applica
- I 3 modi per realizzarlo: linea diretta, cabina primaria, zona di mercato
- Quale incentivo ottieni in ciascun caso
- I limiti di potenza e i vincoli da rispettare
- Una tabella per capire quale configurazione conviene a te
Cos’è l’autoconsumo individuale a distanza?
L’autoconsumo individuale a distanza si ha quando un unico soggetto giuridico produce energia da un punto di immissione (un POD) e la consuma da un altro punto di prelievo (un secondo POD), entrambi intestati alla stessa ragione sociale. È disciplinato dal Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD) di ARERA.
Tradotto: non serve consumare l’energia dove la produci. Puoi mettere il fotovoltaico sul tetto più adatto e usarlo per un’utenza distante. Cambia però l’incentivo, a seconda di come colleghi i due punti.
Caso 1: la linea diretta (sotto i 10 km)
La prima strada è una linea elettrica diretta: un cavo privato che collega fisicamente l’impianto all’utenza, senza passare dalla rete pubblica. La condizione è la distanza: massimo 10 km, calcolati tra le particelle catastali del punto di produzione e quello di consumo.
È il caso più raro, perché costruire una linea privata costa. Ma ha un vantaggio fiscale forte: rientra tra gli investimenti che accedono all’iperammortamento 280%. Spendi 10 e porti in ammortamento 28.
Caso 2: la stessa cabina primaria
La seconda strada non richiede cavi tuoi: usi la rete di distribuzione esistente. La condizione è che il punto di produzione e quello di consumo ricadano sotto la stessa cabina primaria. È una delle configurazioni classiche del mondo CACER.
Ecco il punto chiave: in questo caso accedi alla tariffa premio sull’energia condivisa (intorno ai 12 c€/kWh, per 20 anni). Per ottenerla, però, ogni impianto deve restare sotto 1 MW: oltre questa soglia ti spetta solo il contributo di valorizzazione. Il dettaglio dei flussi economici lo trovi nell’articolo sui 3 contributi dell’energia condivisa.
Caso 3: la zona di mercato (la novità 2026)
La terza strada è quella nuova, e allarga moltissimo il raggio d’azione. Con il D.Lgs. 3/2026 (in vigore dal 24 gennaio 2026, che recepisce la direttiva UE sul mercato elettrico), non serve più la stessa cabina primaria: basta che produzione e consumo siano nella stessa zona di mercato. In Italia le zone sono sette (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Calabria, Sicilia, Sardegna).
Qui non c’è l’iperammortamento, ma c’è lo scorporo in bolletta della quota energia: l’energia autoconsumata a distanza non compare più come costo in fattura (restano oneri di sistema, accise e IVA). È lo stesso meccanismo di beneficio immediato introdotto per le CER, che abbiamo visto con la RED3 e lo scorporo in bolletta.
I limiti: le PMI non hanno tetti di potenza, le grandi imprese possono arrivare fino a 6 MW. La produzione non deve superare il 105% dei consumi annui, e la finestra è aperta fino a settembre 2028.
I 3 casi a confronto
| Configurazione | Come colleghi | Incentivo | Limite di potenza |
|---|---|---|---|
| Linea diretta (< 10 km) | Cavo privato | Iperammortamento 280% | Da business plan (autoconsumo) |
| Stessa cabina primaria | Rete di distribuzione | Tariffa premio (~12 c€/kWh) | ≤ 1 MW per la tariffa premio |
| Zona di mercato | Rete di distribuzione | Scorporo in bolletta | PMI: nessuno · grandi imprese: 6 MW |
Quale configurazione conviene?
Dipende da dove sono i tuoi punti e da quanto produci. Se l’impianto è a meno di 10 km e puoi posare un cavo, la linea diretta sblocca l’iperammortamento. Se i due punti sono vicini sulla rete, la cabina primaria ti dà la tariffa premio (ma occhio al tetto di 1 MW). Se invece sono lontani, la zona di mercato è l’unica strada, e per una PMI senza limiti di potenza è una svolta.
In sintesi
- Linea diretta < 10 km: cavo privato, accesso all’iperammortamento 280%.
- Stessa cabina primaria: tariffa premio CACER (~12 c€/kWh), impianti ≤ 1 MW.
- Zona di mercato: scorporo in bolletta, PMI senza limiti e grandi imprese fino a 6 MW, produzione ≤ 105% dei consumi, fino a settembre 2028.
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Contenuto a scopo informativo, basato sul Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD) di ARERA e sul D.Lgs. 3/2026, illustrati nel webinar dell’Ing. M. Carbone. La disciplina è in fase di attuazione: verifica sempre le regole operative aggiornate sul sito del GSE. Non sostituisce una valutazione sul caso specifico.

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