L’impresa propone un calcestruzzo diverso da quello su cui hai costruito lo studio LCA. La direzione dei lavori apre le due EPD, guarda i tre indicatori di riferimento, verifica che lo scarto resti sotto il 10% e accetta la fornitura.
Sembra una verifica ambientale. In buona parte è una verifica di comparabilità, perché il numero che stai confrontando può cambiare del 10% anche quando il prodotto è esattamente lo stesso.
In questo articolo scoprirai:
- Come funziona davvero il confronto del paragrafo 1.3.2, moduli compresi
- Perché quella tolleranza assorbe soprattutto la distanza tra banche dati
- La condizione che i CAM richiamano dalla UNI EN 15804 e che quasi nessuno verifica
- Il 5% sulle proposte migliorative, che è più severo del 10% e viene citato molto meno
Indice
- Come funziona il confronto in esecuzione
- Cosa misura davvero quel 10%
- La condizione nascosta: il punto 5.3 della UNI EN 15804
- Cosa succede quando una delle due EPD non c’è
- Il 5% delle proposte migliorative
- Cosa deve scrivere il progettista
- Domande frequenti
Come funziona il confronto in esecuzione
I CAM adottati con il DM 24 novembre 2025 affidano alla direzione dei lavori la verifica dei requisiti di sostenibilità dei prodotti in fase di esecuzione. Il meccanismo del paragrafo 1.3.2 è preciso: l’equivalenza si verifica sulla base delle EPD del prodotto a progetto e del prodotto proposto dall’operatore economico, quando entrambe sono disponibili. Si gioca sui tre indicatori di riferimento che il progettista ha individuato nello studio.
Quei tre indicatori non sono prefissati dal decreto. Li sceglie chi redige il rapporto, tra gli indicatori primari di impatto della Tabella 8 della UNI EN 15978 o tra i parametri sull’uso di risorse energetiche primarie della Tabella 11, con un vincolo solo: almeno uno deve essere il GWP-total. La scelta va motivata in relazione al progetto.
Il confronto non si fa modulo per modulo. Si fa sulla sommatoria dei valori dell’indicatore per i moduli A1-A4, B4, B6, C2-C4, con una tolleranza massima del 10% in positivo su ciascuno dei tre. Se il prodotto proposto sta sotto, la conformità è sempre garantita.
Vale la pena guardare quali moduli entrano in quella somma, perché dice molto sull’intenzione del legislatore: produzione e trasporto in cantiere, sostituzione durante la vita utile, energia operativa, trasporto e trattamento a fine vita. Manca il modulo D, quello dei benefici oltre il confine del sistema, che in molte EPD è la voce con cui si costruiscono i primati commerciali.
Cosa misura davvero quel 10%
Immagina due EPD dello stesso identico calcestruzzo, emesse a due anni di distanza. Nel frattempo il programma ha aggiornato la banca dati di background e il fattore di caratterizzazione dell’elettricità è cambiato. Sulla somma dei moduli, la prima dichiara 128 kg CO2 eq per unità funzionale, la seconda 141. È lo stesso prodotto, dallo stesso impianto, con la stessa ricetta: lo scarto è del 10,2% e la tolleranza è già saturata.
L’esempio è costruito, i numeri sono inventati per far vedere il meccanismo, ma la dinamica è quella reale di chi confronta dichiarazioni costruite su dataset diversi. Quella tolleranza serve a coprire il rumore metodologico tra due dati, prima ancora che la differenza ambientale tra due prodotti.
È anche il motivo per cui il valore ha senso in un mercato dove la qualità dei dati è ancora disomogenea: senza un cuscinetto, un’azienda che ha investito in una EPD rischierebbe di essere penalizzata per la banca dati usata dal concorrente, non per come produce.
La conseguenza operativa cade tutta sul rapporto LCA. Se il margine assorbe la distanza tra dataset, il rapporto deve dire con precisione da dove viene il profilo del prodotto a progetto: che tipo di EPD è, quale banca dati di background, quale versione, quali regole di prodotto. Altrimenti la direzione dei lavori confronta due numeri che sembrano omogenei e non lo sono.
La condizione nascosta: il punto 5.3 della UNI EN 15804
Qui c’è il dettaglio che nella pratica salta quasi sempre. Il paragrafo 1.3.2 non dice soltanto “confronta le due EPD”: dice che l’equivalenza si verifica a parità di RSL, fatte salve tutte le altre caratteristiche geometriche e le prestazioni meccaniche e funzionali, nel rispetto dell’unità funzionale e del principio del punto 5.3 della UNI EN 15804.
Quel punto 5.3 si intitola “Comparabilità delle EPD per prodotti da costruzione” e pone condizioni severe. Il confronto tra prodotti da costruzione è definito dal contributo che essi danno alla prestazione ambientale dell’edificio, quindi va basato sull’impiego del prodotto nell’edificio e sull’intero ciclo di vita. La norma è esplicita in nota: le EPD non impiegate nel contesto dell’edificio non sono uno strumento per confrontare prodotti tra loro.
Il confronto a scala intermedia resta possibile, ma solo se valgono contemporaneamente alcune condizioni: stessi requisiti funzionali, stessa prestazione ambientale e tecnica per ogni componente escluso, stesse quantità di sostanze escluse, stessi processi e moduli esclusi, stesso trattamento dei flussi legati alle proprietà intrinseche del materiale come il carbonio biogenico o il potenziale di carbonatazione. E ogni esclusione va giustificata.
Tradotto nel lavoro della direzione lavori: prima di calcolare uno scarto percentuale bisogna accertarsi che le due dichiarazioni parlino della stessa cosa. Due EPD con la stessa unità dichiarata, ma con moduli C dichiarati in una sola delle due, producono un confronto senza significato, che nemmeno uno scarto sotto il 10% rende valido.
Cosa succede quando una delle due EPD non c’è
Il decreto prevede due situazioni asimmetriche, entrambe favorevoli alla sostituzione.
Se il prodotto a progetto è privo di EPD e l’impresa propone un prodotto che ne ha una, si assume che ci sia un miglioramento ambientale, perché i dati specifici della EPD sostituiscono i dati generici usati in progetto. Resta la condizione che la vita utile del prodotto non cambi e che siano rispettate le altre caratteristiche richieste.
Se entrambi i prodotti sono privi di EPD, la prestazione si assume invariata, dato che per valutarli si ricorre comunque a dati generici.
Sono presunzioni, non verifiche, da leggere per quello che sono: un modo per non bloccare il cantiere quando il mercato non ha ancora la documentazione. Chi scrive il capitolato può però alzare l’asticella, perché il documento che l’impresa deve consegnare resta quello previsto dalle regole sui prodotti da costruzione, da non confondere con l’EPD.
Il 5% delle proposte migliorative
C’è una soglia meno citata e più severa. Quando il disciplinare ammette proposte migliorative ai sensi dell’articolo 108 del Codice dei contratti pubblici, il rapporto LCA deve dimostrare che la soluzione migliorativa riduce gli impatti rispetto al progetto approvato, misurati sugli indicatori di riferimento.
Per tutti gli altri indicatori primari e per i parametri descrittori dei flussi obbligatori, il valore complessivo sulla stessa somma di moduli non può superare del 5% quello della soluzione di progetto. È il freno che impedisce di migliorare il GWP peggiorando tutto il resto, la ragione per cui una variante non si valuta guardando un solo numero.
Se le proposte migliorative riguardano singoli elementi tecnici, il rapporto deve definire l’unità funzionale di quell’elemento con tutte le prestazioni richieste, dalla trasmittanza all’isolamento acustico alla resistenza al fuoco, più la vita utile che le assegna.
Cosa deve scrivere il progettista
La verifica in cantiere riesce o fallisce in base a cosa il rapporto LCA ha messo per iscritto mesi prima. Questa è la lista minima:
- I tre indicatori di riferimento con la motivazione della scelta, almeno uno GWP-total
- La somma per moduli già esplicitata per i prodotti critici, così il confronto non va ricostruito
- L’unità funzionale dell’elemento tecnico, con tutte le prestazioni che deve garantire
- La RSL assunta, dato che l’equivalenza vale a parità di vita utile
- Tipologia, banca dati e versione di ogni EPD impiegata, più il verificatore
- Le esclusioni, quali moduli e quali processi, con la giustificazione richiesta dal punto 5.3
Il rapporto va allegato al progetto in forma completa, con l’analisi della qualità dei dati e la specifica di software e banche dati. Il file esportato dal software, con nome e versione, va reso disponibile tra i documenti di gara: chi verifica può rientrare nel modello e vedere da dove arriva ogni valore.
Nel corso Esperto LCA Edifici questa parte la trattiamo come si fa in cantiere, partendo dal documento che la direzione lavori si troverà davanti.
Domande frequenti
Su quali moduli si calcola la tolleranza del 10%?
Sulla sommatoria dei valori dell’indicatore per i moduli A1-A4, B4, B6, C2-C4, come indica il paragrafo 1.3.2 dei CAM. Il confronto non si fa modulo per modulo e non comprende il modulo D. La stessa somma vale per il vincolo del 5% sugli altri indicatori nelle proposte migliorative.
Chi sceglie i tre indicatori di riferimento?
Il progettista, nel rapporto LCA. Vanno individuati tra gli indicatori primari di impatto della Tabella 8 della UNI EN 15978 o tra i parametri sull’uso di risorse energetiche primarie della Tabella 11. Almeno uno deve essere il GWP-total. La scelta va motivata in relazione al progetto specifico.
La tolleranza del 10% vale anche se il prodotto proposto è migliore?
La conformità è sempre garantita quando il prodotto proposto presenta valori inferiori su tutti e tre gli indicatori. Il 10% è un margine in positivo, cioè copre il caso in cui il prodotto sostitutivo sia leggermente peggiore di quello di progetto.
Due EPD si possono sempre confrontare?
No. Il paragrafo 1.3.2 richiama il punto 5.3 della UNI EN 15804, che ammette il confronto solo nel contesto dell’edificio e a condizione che requisiti funzionali, esclusioni, moduli e trattamento del carbonio biogenico siano gli stessi. Fuori da quelle condizioni lo scarto percentuale non ha significato.
Cosa fa la direzione lavori se il prodotto proposto non ha una EPD?
Se il prodotto a progetto ne era privo, il decreto assume la prestazione invariata, perché entrambi si valutano su dati generici. Se invece il prodotto a progetto aveva una EPD, il confronto previsto dal 1.3.2 non è possibile, quindi la verifica va impostata sulle altre caratteristiche richieste dal capitolato.
Tre cose da portare via
- Il 10% si calcola sulla somma dei moduli A1-A4, B4, B6, C2-C4, sui tre indicatori scelti e motivati dal progettista.
- Quel margine assorbe soprattutto la distanza tra banche dati e versioni, quindi il rapporto LCA deve dichiarare da dove viene ogni dato.
- Prima di calcolare uno scarto, la direzione lavori deve verificare che le due EPD siano comparabili secondo il punto 5.3 della UNI EN 15804.
Se il confronto in cantiere lo devi impostare tu, il corso Esperto LCA Edifici parte dal metodo di calcolo e arriva ai casi reali, con il tool LCC incluso.

Risposte