Ristrutturare Casa nel 2026? 5 Novità Inaspettate dal Nuovo Decreto Requisiti Minimi che Devi Conoscere

Ecco il nuovo decreto requisiti minimi 2025

Quando si pensa alle normative edilizie, la mente corre subito a cappotti termici e caldaie a condensazione.

Eppure, un nuovo decreto sta per cambiare le regole del gioco in modi inaspettati, trasformando le nostre case e i nostri uffici in elementi attivi di un ecosistema più grande, che unisce efficienza energetica e mobilità elettrica.

Ecco le 5 novità più sorprendenti che devi assolutamente conoscere.

1. Il Garage Diventa una Stazione di Ricarica

Il nuovo decreto integra ufficialmente l’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici negli standard di prestazione energetica degli edifici (Art. 1), collegando per la prima volta in modo diretto l’edilizia alla mobilità del futuro. Le nuove regole, descritte nel Capitolo 6 dell’Allegato 1, stabiliscono obblighi precisi per chi costruisce o ristruttura in modo significativo.

Ecco una sintesi dei requisiti principali:

  • Nuovi edifici residenziali: per i fabbricati con più di 10 posti auto, diventa obbligatorio predisporre la “canalizzazione”, ovvero i tubi e i passaggi per i cavi elettrici, per tutti i parcheggi.
  • Ristrutturazioni importanti di edifici residenziali: si applica lo stesso obbligo di predisporre la canalizzazione per tutti i posti auto, se il parcheggio conta più di 10 stalli.
  • Edifici non residenziali (nuovi e ristrutturati): le regole sono ancora più stringenti. Oltre alla predisposizione delle canalizzazioni, è richiesta l’installazione obbligatoria di un numero minimo di punti di ricarica effettivi, che varia in base al numero totale di posti auto.

Questa novità è fondamentale: la casa non è più solo un luogo dove vivere, ma diventa un nodo strategico per la transizione verso la mobilità elettrica, rendendo la ricarica un servizio integrato nell’edificio stesso.

Nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025-2026 infografica
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2. Non Tutte le Ristrutturazioni Sono Uguali (e le Regole Cambiano Drasticamente)

Sapere esattamente in quale categoria ricade il proprio intervento è diventato cruciale, perché le conseguenze legali e i requisiti da rispettare cambiano radicalmente. L’Allegato 1 (sezione 1.4) definisce tre livelli di intervento con obblighi molto diversi:

  1. Riqualificazione Energetica: è l’intervento più leggero, che interessa una superficie esterna inferiore o uguale al 25% del totale (ad esempio, la sola sostituzione delle finestre). In questo caso, i requisiti di legge si applicano unicamente ai componenti sostituiti.
  2. Ristrutturazione Importante di Secondo Livello: si tratta di un intervento più esteso, che coinvolge una superficie esterna superiore al 25%. Questo fa scattare obblighi più severi, che non riguardano solo la trasmittanza dei nuovi elementi ma impongono anche la verifica e la correzione dei ponti termici.
  3. Ristrutturazione Importante di Primo Livello: è la ristrutturazione più radicale. Interessa oltre il 50% della superficie esterna e, in aggiunta, prevede il rifacimento dell’impianto di climatizzazione. In questo scenario, le regole diventano le più severe possibile: la legge impone di applicare i requisiti di prestazione energetica all’intero edificio, come se si trattasse di una nuova costruzione.

Questa distinzione è fondamentale per chiunque pianifichi dei lavori: l’entità dell’intervento può trasformare un semplice lavoro di manutenzione in un adeguamento energetico completo, con un impatto enorme su costi e progettazione.

3. Oltre il Cappotto Termico: Ora il Tuo Tetto Deve Essere “Cool”

Storicamente, le normative si sono concentrate sull’isolamento per il freddo invernale. Il nuovo decreto introduce un cambio di prospettiva, imponendo per la prima volta l’obbligo di limitare il fabbisogno energetico estivo (Allegato 1, sezione 2.3, punto 3).

In particolare, per le coperture di tutti gli edifici, non diventa obbligatoria l’installazione, ma la verifica dell’efficacia, in termini di rapporto costi-benefici, dell’utilizzo di due soluzioni alternative per combattere il caldo:

  • Cool Roofs (Tetti Freddi): l’utilizzo di materiali con un’alta riflettanza solare, capaci di respingere il calore del sole. I valori minimi di riflettanza da considerare nell’analisi sono 0,65 per i tetti piani e 0,30 per i tetti a falda.
  • Tecnologie di Raffrescamento Passivo: si deve valutare anche l’efficacia di alternative come le coperture a verde (tetti giardino) o sistemi di ventilazione passiva.

L’obbligo, quindi, ricade sul progettista, che deve documentare puntualmente questa analisi nella relazione tecnica. Questo cambiamento riflette la crescente urgenza di adattare gli edifici al cambiamento climatico, contrastando le ondate di calore estive e il surriscaldamento urbano.

4. Più Isolamento, Meno Altezza: Una Deroga Inaspettata per i Soffitti

Ecco una norma contro-intuitiva ma estremamente pratica. L’Allegato 1 (sezione 2.3, punto 4) introduce una deroga fondamentale per chi ristruttura edifici esistenti: è possibile ridurre l’altezza minima dei locali di abitazione fino a un massimo di 10 centimetri.

Questa concessione non è universale, ma si applica in due casi specifici e molto comuni:

  1. Quando si installano impianti di riscaldamento/raffrescamento a pannelli radianti (a pavimento o a soffitto).
  2. Quando si realizza un isolamento termico dall’interno.

Questa deroga risolve un problema enorme, specialmente negli edifici storici o con altezze già al limite. Permette di installare strati di isolante efficaci o moderni impianti radianti senza incorrere in problemi legali legati alle altezze minime, rendendo molti interventi di riqualificazione energetica finalmente possibili.

5. Uffici e Negozi Esistenti: Scatta l’Obbligo di Adeguamento (Anche Senza Ristrutturare)

Forse la novità con l’impatto più immediato e dirompente riguarda gli edifici non residenziali. Il decreto introduce per la prima volta obblighi di adeguamento che scattano a prescindere da qualsiasi piano di ristrutturazione.

  • Ricarica Veicoli Elettrici: tutti gli edifici non residenziali esistenti (uffici, centri commerciali, supermercati, ecc.) con 21 o più posti auto devono obbligatoriamente installare punti di ricarica per veicoli elettrici. Le scadenze sono perentorie: il 50% dei punti richiesti entro il 1° gennaio 2025 e il 100% entro il 1° gennaio 2030 (Tabelle 4 e 5).
  • Automazione degli Impianti (BACS): entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto, gli edifici non residenziali con impianti termici di potenza superiore a 290 kW dovranno dotarsi di un sistema di automazione e controllo (BACS), a condizione che l’investimento si ripaghi in meno di 6 anni (Allegato 1, sezione 2.3, punto 9).

Queste regole impongono un aggiornamento tecnologico proattivo e significativo a migliaia di immobili commerciali in tutta Italia, spingendo il settore terziario verso una modernizzazione forzata e accelerata.

La Casa del Futuro è Già Qui

Il nuovo decreto non è un semplice aggiornamento di tabelle e valori, ma una ridefinizione del ruolo stesso dell’edificio. Le nostre case e i nostri uffici non sono più strutture passive, ma sistemi attivi e integrati, fondamentali per il futuro energetico e ambientale del Paese.

Mentre i nostri edifici diventano sempre più intelligenti e connessi, come cambierà il nostro modo di vivere e lavorare al loro interno?

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