Nuovi CAM Edilizia 2025: la guida completa ai 21 documenti per l’opera pubblica

Il DM 24/11/2025 ha riscritto da zero i Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia. Dal 2 febbraio 2026 le regole del gioco sono cambiate: nuovi documenti, nuovi obblighi, un nuovo modello di Relazione CAM pubblicato dal MASE. Questa guida ti offre la mappa completa.

40%
dell’energia globale consumata dall’edilizia
1/3
delle emissioni di CO2 prodotte dal settore
1/3
dei rifiuti in Europa generati dalle costruzioni

Questi numeri raccontano perché l’Europa e l’Italia puntano sugli appalti verdi per trasformare il settore. I CAM — Criteri Ambientali Minimi — sono lo strumento operativo: requisiti ambientali obbligatori per ogni procedura di acquisto della Pubblica Amministrazione, dal DIP al collaudo.

Il DM 24/11/2025 ha riscritto da zero i Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia. Dal 2 febbraio 2026 le regole del gioco sono cambiate: nuovi documenti, nuovi obblighi, un nuovo modello di Relazione CAM pubblicato dal MASE.

Non è un aggiornamento marginale: è una riscrittura completa. Sei nuovi capitoli tecnici, l’integrazione del principio DNSH, il BIM come clausola contrattuale, l’obbligo esteso a concessionari e privati a scomputo. E un documento che non esisteva: la Relazione CAM dell’impresa.

In questa guida trovi tutto quello che ti serve per orientarti: la mappa dei 21 documenti, il regime transitorio con le date chiave, la checklist degli 11 documenti strettamente CAM, il glossario dei termini essenziali e le risorse operative per partire subito.

1. Cosa cambia con i nuovi CAM

1.1 Il perimetro si allarga

Il DM 24/11/2025 non si limita agli appalti pubblici tradizionali. Il perimetro si estende a concessionari di servizi pubblici, a privati che realizzano opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione, e a tutti gli interventi finanziati dal PNRR. Chiunque tocchi risorse pubbliche, direttamente o indirettamente, deve applicare i CAM.

L’integrazione con il principio DNSH (Do No Significant Harm) è strutturale: non è più un adempimento parallelo, ma parte integrante della Relazione CAM. Il modello MASE include una sezione dedicata al DNSH per ogni criterio, allineando in un unico documento le verifiche CAM e le verifiche PNRR.

1.2 I 6 nuovi capitoli tecnici

Il decreto riorganizza e aggiunge specifiche inedite per gli edifici (dal 2.3.12 al 2.3.17: giunti di raccordo, umidità, risparmio idrico, acque meteoriche, piano di manutenzione, piano di decostruzione), introducendo l’obbligo di piani specifici come la gestione delle acque meteoriche, la demolizione selettiva e un vero e proprio piano di decostruzione a fine vita dell’opera. Non sono appendici: sono criteri obbligatori con mezzi di prova specifici.

1.3 BIM come clausola contrattuale

Con il criterio 2.1.3, la progettazione in BIM non è più un criterio premiante (come nel DM 256/2022): diventa clausola contrattuale per i progetti sopra soglia. Il modello informativo deve includere i parametri di sostenibilità ambientale e le verifiche CAM.

5 Le novità chiave del DM 24/11/2025

  1. 1 Relazione CAM riscritta — struttura a schede sul modello MASE, criterio per criterio, con sezione DNSH integrata
  2. 2 6 specifiche tecniche inedite — dal 2.3.12 al 2.3.17: giunti, umidità, risparmio idrico, acque meteoriche, manutenzione, decostruzione
  3. 3 BIM = clausola contrattuale — non più criterio premiante ma obbligo sopra soglia (Cr. 2.1.3)
  4. 4 Perimetro esteso — concessionari, privati a scomputo, PNRR: chiunque tocchi risorse pubbliche
  5. 5 Relazione CAM dell’impresa — obbligo nuovo (Cr. 3.1.1): l’appaltatore deve dimostrare il rispetto dei CAM in cantiere

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2. Regime transitorio: le 3 date chiave

Il passaggio dal DM 256/2022 ai nuovi CAM non è istantaneo. Il legislatore ha previsto un regime transitorio per le procedure già avviate. La logica è semplice: se il progetto è già stato validato con i vecchi CAM e il bando esce entro una finestra temporale definita, si possono ancora applicare le vecchie regole. In tutti gli altri casi, si applicano i nuovi CAM.

2.1 Le tre date chiave

3 DIC
2025
Pubblicazione in G.U. n. 281
2 FEB
2026
Entrata in vigore nuovi CAM
2 MAG
2026
Finestra transitoria (3 mesi dalla validazione del progetto, non dal 2 febbraio)

2.2 I tre scenari del regime transitorio

Il decreto individua tre tipologie di affidamento, ciascuna con regole diverse per stabilire quale decreto applicare:

1

Progettazione e direzione lavori (bando/avviso)

Se il bando è pubblicato dal 2/02/2026 in poi → si applicano sempre i nuovi CAM. Nessuna eccezione.

2

Progettazione interna alla Stazione Appaltante

Se il progetto è già stato validato prima del 2/02/2026vecchi CAM.
In tutti gli altri casi → nuovi CAM, anche se l’incarico è precedente.

3

Lavori / manutenzione / congiunti PE+Lavori

Progetto validato prima del 2/02/2026 e bando pubblicato entro 3 mesi dalla validazione → vecchi CAM.
Bando oltre i 3 mesi (o comunque dal 2/05/2026 in poi) → nuovi CAM.

2.3 Tabella riepilogativa

Tipo di affidamento CAM applicabili Condizione
Progettazione e DL (bando/avviso) NUOVI CAM Bando pubblicato dal 2/02/2026
Progett. interna SA (non ancora validata) NUOVI CAM Anche se incarico precedente al 2/02
Progett. interna SA (già validata al 2/02) VECCHI CAM Progetto validato prima dell’entrata in vigore
Lavori / Manutenzione / Congiunti NUOVI CAM Progetto a base gara validato dopo il 2/02/2026
Lavori / Congiunti (prog. validato pre-2/02) VECCHI CAM Bando pubblicato entro 3 mesi dalla validazione
Lavori / Congiunti (prog. validato pre-2/02) NUOVI CAM Bando pubblicato oltre 3 mesi dalla validazione

2.4 La regola pratica

Nel dubbio, applica i nuovi CAM.

Il regime transitorio è l’eccezione, non la regola. Si applica solo se hai un progetto validato prima del 2 febbraio 2026 e pubblichi il bando entro 3 mesi dalla validazione. In tutti gli altri casi — e comunque dal 2 maggio 2026 in poi — si applicano sempre e solo i nuovi CAM (DM 24/11/2025).

Riferimenti: DM 24/11/2025, Art. 1-2 | D.Lgs. 36/2023, Art. 57, c. 2 | G.U. n. 281 del 3/12/2025

3. I 21 documenti: la mappa completa

3.1 Due livelli progettuali

Con il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023, aggiornato al Correttivo D.Lgs. 209/2024 e alla L. 199/2025), la progettazione si articola su due livelli: il PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica) e il Progetto Esecutivo. Non esiste più il livello Definitivo.

Fa eccezione la manutenzione ordinaria e straordinaria senza rinnovo di parti strutturali (Art. 41, c. 5-bis, D.Lgs. 209/2024): basta un PFTE semplificato con soli 4 elaborati.

3.2 Le 7 macro-aree

A
Pre-progettazione e indirizzo
DOCFAP, DIP
B
Sostenibilità globale e DNSH
Rel. Sostenibilità, Rischio climatico, LCA/LCC
C
Documentazione CAM specifica
Relazione CAM, Rapporto Stato Ambiente
D
Cantiere, rifiuti e materiali
PAC, Rifiuti C&D, Decostruzione, Terre, Manuale
E
Sicurezza e manodopera
PSC, Fascicolo opera, Quadro manodopera
F
Territorio, vincoli e proprietà
Archeologia, Esproprio, Monitoraggio
G
Appalto, digitalizzazione e manutenzione
CSA, BIM, Piano Manutenzione

3.3 Tabella dei 21 documenti

N. Documento Fase Obbligo Rif. normativo
A. Pre-progettazione e indirizzo
1DOCFAPPre-PFTE Obbl.D.Lgs. 36/2023, All. I.7
2DIPPre-PFTE Obbl.D.Lgs. 36/2023, All. I.7; DM 24.11.2025, §1.3.3
B. Sostenibilità globale e DNSH
3Relazione di SostenibilitàPFTE Obbl.D.Lgs. 36/2023, All. I.7 Art. 11
4Analisi Rischio ClimaticoPFTE Obbl.Guida DNSH MEF, App. 1
5Rapporto LCA / LCCPFTE + Esec. Obbl. (semplif.)D.Lgs. 36/2023; DM 24.11.2025, §1.3.2 e Cr. 2.6.3
C. Documentazione CAM specifica
6Relazione CAM di ProgettoPFTE + Esec. Obbl.DM 24.11.2025, Cr. 2.1.1
7Rapporto Stato dell’AmbientePFTE Condiz.DM 24.11.2025, Cr. 2.2.9
D. Cantiere, rifiuti e materiali
8Piano Ambientale CantierizzazionePFTE + Esec. Obbl.DM 24.11.2025, Cr. 2.5.1
9Piano Gestione Rifiuti C&DPFTE + Esec. Obbl.DM 24.11.2025, Cr. 2.5.4
10Piano Decostruzione e Demoliz. SelettivaPFTE + Esec. Obbl.DM 24.11.2025, Cr. 2.3.17
11Piano Terre e Rocce da ScavoPFTE + Esec. Condiz.D.P.R. 120/2017; DNSH Schede 5 e 28
12Manuale Gestione Ambientale CantiereEsecutivo Condiz.D.Lgs. 36/2023, All. I.7
E. Sicurezza e manodopera
13Piano Sicurezza e CoordinamentoPFTE + Esec. Obbl.D.Lgs. 81/2008; D.Lgs. 36/2023
14Fascicolo dell’OperaEsecutivo Obbl.D.Lgs. 81/2008, All. XVI
15Quadro Incidenza ManodoperaEsecutivo Obbl.D.Lgs. 36/2023, All. I.7
F. Territorio, vincoli e proprietà
16Verifica Interesse ArcheologicoPFTE Obbl.D.Lgs. 36/2023
17Piano Particellare di EsproprioPFTE + Esec. Condiz.D.Lgs. 36/2023, All. I.7
18Piano Monitoraggio GeotecnicoPFTE Obbl.D.Lgs. 36/2023, All. I.7
G. Appalto, digitalizzazione e manutenzione
19Capitolato Speciale d’Appalto (CSA)Esecutivo Obbl.D.Lgs. 36/2023; DM 24.11.2025, Cr. 2.1.2
20Capitolato Informativo + Modelli BIMDIP + PFTE + Esec. Obbl. (sopra soglia)D.Lgs. 36/2023, Art. 43; DM 24.11.2025, Cr. 2.1.3
21Piano di Manutenzione dell’OperaPFTE + Esec. Obbl.D.Lgs. 36/2023; DM 24.11.2025, Cr. 2.3.16
15
Obbligatori
5
Condizionati
1
Doppio regime

3.4 Il flusso temporale

I 21 documenti non si producono tutti insieme. Si distribuiscono in un flusso che segue le fasi del progetto:

Fase 0
Pre-PFTE
DOCFAP, DIP
Fase 1
PFTE
Relazione CAM, Sostenibilità, PAC…
Fase 2
Esecutivo
CSA, BIM, Fascicolo…
Fase 3
Gara
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4. Gli 11 documenti strettamente CAM

Dei 21 documenti della mappa, 11 sono strettamente richiesti dal DM 24/11/2025 — hanno un criterio specifico del decreto come riferimento diretto. Sono questi i documenti che definiscono la conformità CAM dell’intervento.

4.1 Checklist operativa

  • DIP con requisiti CAM
    §1.3.3 — Pre-PFTE
  • Relazione CAM di Progetto (PFTE)
    Cr. 2.1.1 — PFTE
  • Rapporto sullo Stato dell’Ambiente
    Cr. 2.2.9 — PFTE
  • Rapporto LCA / LCC
    §1.3.2 + Cr. 2.6.3 — PFTE
  • Piano Ambientale di Cantierizzazione (PAC)
    Cr. 2.5.1 — PFTE
  • Piano Gestione Rifiuti C&D
    Cr. 2.5.4 — PFTE
  • Piano Decostruzione e Demolizione Selettiva
    Cr. 2.3.17 — PFTE
  • Piano Manutenzione con voci CAM
    Cr. 2.3.16 — PFTE
  • CSA con clausole CAM
    Cr. 2.1.2 — Esecutivo
  • BIM con informazioni ambientali
    Cr. 2.1.3 — Esecutivo
  • Relazione CAM dell’impresa
    Cr. 3.1.1 — Post-aggiudicazione

4.2 Il documento cardine: Relazione CAM di Progetto

La Relazione CAM di Progetto (Cr. 2.1.1) è il documento centrale di tutto il sistema. Deve essere compilata fin dal PFTE, utilizzando la struttura a schede del modello ufficiale MASE pubblicato il 2 febbraio 2026. Ogni criterio del decreto ha la sua scheda: il progettista deve giustificare l’applicazione o la motivata disapplicazione di ciascuno.

Non è un documento da compilare a fine progetto come allegato formale. È uno strumento di lavoro che accompagna la progettazione dall’inizio, influenzando le scelte progettuali su materiali, impianti, cantiere, fine vita.

4.3 La grande novità: Relazione CAM dell’impresa

Criterio 3.1.1: un obbligo completamente nuovo

Il DM 24/11/2025 introduce per la prima volta l’obbligo per l’impresa appaltatrice di presentare una propria Relazione CAM. Non basta più che il progettista dimostri la conformità: l’appaltatore deve documentare il rispetto dei criteri ambientali durante l’esecuzione dei lavori, con verifiche puntuali ai SAL (Stati Avanzamento Lavori).

Il Ministero produrrà uno schema apposito. Chi conosce il modello MASE lato progettazione avrà un vantaggio competitivo anche nel guidare le imprese su questo nuovo adempimento.

5. L’Esperto CAM: il regista del progetto

5.1 Il ruolo

L’Esperto CAM non è un compilatore di documenti. È il professionista che tiene le fila della sostenibilità lungo tutto il processo: dalla raccolta delle informazioni alla scelta dei materiali, dal capitolato alla gestione del cantiere, fino al piano di manutenzione.

«L’Esperto CAM è il regista del progetto: guida la squadra, raccoglie le informazioni, fa le scelte giuste sui materiali, scrive i capitolati. Non è una figura opzionale — è la persona che fa funzionare l’intero sistema.»

— Ing. Andrea Ferrando, docente del Corso Esperto CAM 2026

L’attività dell’Esperto CAM attraversa tutte le fasi: raccolta informazioni, diagnostica energetica, scelte progettuali, compilazione della Relazione CAM, redazione del CSA con clausole ambientali, supervisione della conformità in cantiere, gestione rifiuti, promozione della sostenibilità verso la committenza.

5.2 Opportunità professionali

Le opportunità si aprono su più fronti: Pubblica Amministrazione (RUP e uffici tecnici), studi professionali (compilare la Relazione CAM per ogni progetto pubblico), imprese di costruzione (nuovo obbligo Relazione CAM dell’impresa), organismi di certificazione e l’intera filiera produttiva dei materiali da costruzione.

La certificazione Esperto CAM rilasciata da CEPAS (Società di Bureau Veritas Holding), organismo accreditato ACCREDIA (ISO/IEC 17024, schema SCH137), è riconosciuta dal DM 24/11/2025 come criterio premiante nelle gare. In un mercato dove — come ricorda Ferrando — «le gare si giocano sul filo del decimo di punto», questa certificazione può fare la differenza.

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6. Glossario: 10 termini chiave

I nuovi CAM portano con sé un lessico tecnico-normativo denso. Ecco i 10 termini che devi padroneggiare per orientarti nel decreto.

CAM

Criteri Ambientali Minimi. Requisiti ambientali obbligatori per le procedure di acquisto della PA. Rif.: art. 57, c. 2, D.Lgs. 36/2023.

DNSH

Do No Significant Harm. Principio cardine PNRR e tassonomia UE: ogni intervento deve dimostrare di non arrecare danno significativo ai sei obiettivi ambientali europei.

EPD

Environmental Product Declaration. Dichiarazione ambientale di prodotto (Tipo III, UNI EN ISO 14025). Mezzo di prova principale per le prestazioni ambientali dei materiali.

Esperto CAM

Figura certificata da CEPAS (Società di Bureau Veritas Holding), organismo accreditato ACCREDIA (ISO/IEC 17024, SCH137). Con il DM 24/11/2025 è criterio premiante nelle gare. Tre specializzazioni: edilizia, infrastrutture, verde pubblico.

GPP

Green Public Procurement. Politica UE per integrare criteri ambientali negli acquisti pubblici (12-13% del PIL europeo). I CAM sono lo strumento operativo del GPP in Italia.

LCA

Life Cycle Assessment. Metodologia (UNI EN ISO 14040-14044) per valutare gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita. Rafforzata nel nuovo decreto.

MASE

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Ente competente per i CAM. Ha pubblicato il modello ufficiale della Relazione CAM il 2/02/2026.

PFTE

Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica. Primo livello progettuale (D.Lgs. 36/2023). La Relazione CAM deve essere elaborata fin dal PFTE (Cr. 2.1.1).

Regime transitorio

Periodo in cui si possono ancora applicare i vecchi CAM. Solo per progetti validati pre-2/02/2026, con finestra di 3 mesi. Scadenza: 2 maggio 2026.

Relazione CAM

Documento obbligatorio (Cr. 2.1.1). Il progettista la compila criterio per criterio, usando la struttura a schede del modello MASE. Include sezione DNSH.

7. Risorse operative

Per passare dalla teoria alla pratica, abbiamo preparato 22 strumenti operativi. Sei sono scaricabili gratuitamente con la tua email professionale. Gli altri 16 — template, guide e strumenti compilabili criterio per criterio — sono inclusi nel Corso Esperto CAM.

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Rapporto sullo Stato dell’Ambiente conforme al Cr. 2.2.9.

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Template Rapporto LCA/LCC

Analisi ciclo di vita e costi (§1.3.2 + Cr. 2.6.3).

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Piano Ambientale Cantierizzazione

Template per il piano ambientale di cantiere (Cr. 2.5.1).

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Piano Gestione Rifiuti C&D

Template gestione rifiuti da costruzione e demolizione (Cr. 2.5.4).

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Piano Decostruzione e Demolizione Selettiva

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Checklist Piano Manutenzione

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Template CSA con clausole CAM

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Guida BIM per informazioni ambientali

Come integrare i CAM nel modello BIM (Cr. 2.1.3).

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Checklist Relazione CAM Impresa

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  1. 1 Identifica il decreto applicabile — Usa il flowchart del regime transitorio per capire se la tua procedura ricade sotto i nuovi o i vecchi CAM.
  2. 2 Scarica le risorse operative — Mappa dei 21 documenti, glossario, checklist criteri: sono i tuoi strumenti di riferimento quotidiano.
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