Il Conto Termico 3.0 ha un budget da 900 milioni di euro l’anno. Il 10 aprile 2026 il decreto direttoriale n. 72 ha ribilanciato il plafond in 450 milioni alla Pubblica Amministrazione e 450 milioni ai privati, sei giorni prima del webinar GSE del 16 aprile, dove l’architetto Tiziana Murgia e l’ingegnere Michele Rosati hanno chiarito i punti più critici del meccanismo.
Questa guida raccoglie i chiarimenti istituzionali del webinar con riferimenti normativi precisi al DM 7 agosto 2025, alle Regole Applicative GSE e al D.Lgs. 199/2021 (modificato dal D.Lgs. 5/2026). È scritta per chi compila pratiche: ESCO, progettisti termotecnici, amministratori di condominio, responsabili energia delle PA.
In questo articolo scoprirai:
- Le 5 novità confermate dal webinar che cambiano l’operatività quotidiana
- Perché l’articolo 25.2 taglia fuori le imprese dalle pompe di calore a gas
- Quando una ESCO può accedere alla prenotazione per conto di una PA (spoiler: solo il Caso ii)
- Come la Nota 6 del paragrafo 4.4 RA interagisce con le premialità territoriali
- I tre tipi di sistema ibrido (factory made, bivalente, add-on) a confronto
- La checklist operativa in 12 punti prima di inviare la domanda
Sommario
- Le 5 novità confermate dal webinar 16 aprile 2026
- La richiesta preliminare per le imprese: la criticità numero uno
- Quando una ESCO può accedere alla prenotazione per una PA?
- Articolo 25.2: il divieto di combustibili fossili per imprese ed ETS economici
- Sistemi ibridi (III.B): factory made, bivalente o add-on?
- Pompe di calore III.A: cosa cambia nel calcolo dell’incentivo
- Cosa significa davvero la Nota 6 con il cap al 30%?
- Incentivo al 100%: chi può davvero averlo
- Adempimenti antimafia: la soglia dei 150.000 euro
- Checklist operativa pre-invio domanda
- FAQ: le 6 domande chiave emerse dal Q&A
- Conclusione: 3 numeri da ricordare

Le 5 novità confermate dal webinar 16 aprile 2026
Il Conto Termico 3.0 è operativo dal 25 dicembre 2025, ma il webinar del 16 aprile ha introdotto cinque chiarimenti operativi che modificano come si compila la domanda e quale intervento è davvero ammissibile.
1) Contingente ribilanciato a 450 + 450 M €. Fonte: decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026. Le Regole Applicative originali prevedevano 400 M € per la PA e 500 M € per i privati; la modifica del 10 aprile ha uniformato le due quote. Come ha confermato Murgia in apertura: “450 milioni dedicati alla pubblica amministrazione e 450 milioni dedicati ai privati” [00:09:48].
2) Catalogo apparecchi prequalificati attivo. Il GSE pubblica un elenco di generatori già verificati sulle certificazioni di prodotto. Scegliere un apparecchio dal catalogo esonera dall’invio delle certificazioni del produttore — indipendentemente dalla taglia della macchina. Per incentivi sotto 3.500 euro la deroga vale anche su apparecchi fuori catalogo (Regole Applicative §6.5 e §9.10.4).
3) Sostituzione della sola unità esterna. Per pompe di calore split, multisplit e VRF/VRV, il decreto ammette la sostituzione solo dell’unità esterna lasciando al loro posto i terminali interni e il circuito frigorifero esistente (Allegato 1 DM 7/8/2025 §3.1.1; Regole Applicative §9.9.1). Non è consentito il contrario: cambiare gli split interni mantenendo il vecchio compressore resta inammissibile.
4) Terziario ora accede al Titolo II. Gli interventi su involucro, infissi, building automation, illuminazione sono aperti anche ai proprietari di edifici terziari (categorie A/10, B, C esclusi C/6 e C/7, D esclusi D/9, E esclusi E/2, E/4, E/6). I privati che possiedono solo abitazioni residenziali restano invece fuori dal Titolo II.
5) Sistema ibrido con biomassa. Nei sistemi bivalenti assemblati in campo, il generatore secondario può essere una caldaia a biomassa nuova (in alternativa alla caldaia a gas). Apertura esplicita in Allegato 1 §7.2 e Regole Applicative §9.10.1.
Cinque novità apparentemente minori, ma ognuna risolve un dubbio che aveva bloccato pratiche negli ultimi tre mesi. Ora arriva la parte più densa: le criticità operative.
La richiesta preliminare per le imprese: la criticità numero uno
La richiesta preliminare è il più grande punto di attrito del meccanismo. Le imprese e gli ETS economici devono inviarla prima dell’avvio lavori; saltarla comporta l’inammissibilità irreversibile. Non è una prenotazione (non blocca fondi): è una comunicazione obbligatoria al GSE.
Murgia ha ammesso il problema apertamente: “La richiesta preliminare è diventata un po’ l’incubo delle imprese” [00:14:36].
I tre errori più frequenti emersi dal webinar:
- Scegliere “privato” invece di “impresa” quando si crea il profilo sul Portaltermico. La scelta è irreversibile e costringe a rifare da zero. “Qualcuno iscrivendosi ha digitato ETS piuttosto che impresa — e da lì nascono i problemi”
[00:15:44]. - Compilare dati che poi non si possono più modificare. La categoria catastale, la dimensione d’impresa, il tipo di intervento sono dati vincolanti: cambiarli a fine lavori può invalidare tutta la pratica.
- Cambiare tipologia di intervento dopo la preliminare. Chi presenta preliminare per sostituzione 1-a-1 non può poi passare a un sistema ibrido add-on: “se vi presentate con cambio 1 a 1 non potete poi fare un add-on”
[00:18:32].
La regola pratica: compilate la preliminare dopo aver chiuso il progetto esecutivo, non durante lo studio di fattibilità. Molti invii prematuri costano ricorsi, revoche e perdita dell’incentivo.
Se hai dubbi su un caso specifico, le FAQ sulle procedure e documentazione raccolgono 30+ risposte.
Quando una ESCO può accedere alla prenotazione per una PA?
Solo tramite il Caso ii: la ESCO ha stipulato con la PA un contratto EPC (Energy Performance Contract) e si qualifica come Soggetto Responsabile. Nessun altro caso di prenotazione è percorribile per una ESCO.
Il decreto (articolo 14, comma 2, lettera b) del DM 7/8/2025) e le Regole Applicative (§4.1.2 e §7) formalizzano quattro casi di prenotazione distinti:
| Caso | Quando si applica | Chi è il Soggetto Responsabile |
|---|---|---|
| i | Diagnosi energetica + atto amministrativo di impegno all’esecuzione | PA direttamente (o in PPP) |
| ii | Contratto EPC con ESCO qualificata | ESCO |
| iii | Contratto EPC o altro contratto integrato | PA (resta Soggetto Responsabile) |
| iv | Atto amministrativo di assegnazione e consegna lavori | PA |
Errori operativi più frequenti:
- ESCO che chiedono di entrare con Caso i o iv: “notiamo che c’è molta fantasia nelle proposte ESCO — ma la ESCO può inviare la richiesta solo tramite il caso 2”
[00:27:38]. - ESCO senza qualifica UNI CEI 11352 in vigore: domanda inammissibile a prescindere.
- Contratto EPC senza i contenuti minimi Allegato 8 D.Lgs. 102/2014 o Allegato II D.Lgs. 115/2008: richiede Modello 15 o 16 di rispondenza.
Tradotto in pratica: se non hai un EPC validato con tutti i contenuti minimi di legge e la qualifica ESCO in corso, la prenotazione non parte. Pianifica la firma del contratto almeno 30 giorni prima dell’istanza.
Approfondimento: FAQ sui contratti EPC e PPP.
Articolo 25.2: il divieto di combustibili fossili per imprese ed ETS economici
Questa è la modifica normativa con il maggiore impatto operativo del 2026. L’articolo 25 comma 2 del DM 7/8/2025 esclude ogni combustibile fossile — gas naturale incluso — per imprese e ETS economici. La conseguenza diretta: niente pompe di calore a gas, niente sistemi ibridi con caldaia a gas, niente bivalenti con PdC a gas.
L’ingegnere Rosati lo ha sintetizzato così: “L’utilizzo di combustibili fossili, compreso il gas naturale, non è consentito per le imprese e per gli ETS economici: questo taglia fuori le imprese dalle pompe di calore a gas e dai sistemi ibridi a gas” [02:06:26].
Cosa resta ammesso per imprese ed ETS economici:
| Configurazione | Ammessa? | Condizioni |
|---|---|---|
| PdC elettrica (III.A) | ✅ | SCOP minimo Ecodesign + P-rated per taglia |
| PdC add-on elettrica su caldaia gas preesistente | ✅ | Caldaia gas esistente ≤ 5 anni, condensazione |
| Sistema ibrido con caldaia biomassa | ✅ | Biomassa 5 stelle certificate |
| Caldaia biomassa (III.C) | ✅ | Classe 5 stelle obbligatoria |
| Solare termico (III.D) | ✅ | Solar Keymark + producibilità minima |
| Sistema ibrido factory made (PdC + gas) | ❌ | Gas escluso |
| PdC a gas (III.A) | ❌ | Gas escluso |
| Scaldacqua a PdC (III.E) | ✅ | Classe A o superiore Reg. UE 812/2013 |
La PdC add-on elettrica è l’unica configurazione in cui un’impresa può mantenere la caldaia a gas preesistente. Il decreto ammette il mix, ma solo perché il gas non è oggetto dell’incentivo: viene incentivata esclusivamente la PdC elettrica aggiunta.
Per ETS non economici (scuole paritarie, enti religiosi, enti filantropici), le regole restano quelle della PA: accesso a tutti gli interventi, inclusi i gas-based.
Sistemi ibridi (III.B): factory made, bivalente o add-on?
Il decreto prevede tre configurazioni di sistema ibrido, con requisiti e coefficiente moltiplicatore diversi. Murgia ha dedicato una sezione intera del webinar a questi tre casi perché sono la fonte principale di errori interpretativi.
| Configurazione | Assemblaggio | Caldaia | Coefficiente K | Note |
|---|---|---|---|---|
| Factory made | In fabbrica | Nuova, rapporto PdC/caldaia ≤ 0,5 | 1,25 | Regolazione intelligente integrata |
| Bivalente | In campo | Nuova (gas o biomassa) | 1 (≤35 kW) / 1,1 (>35 kW) | Termoregolazione cl. V-VIII UNI EN 15232; asseverazione tecnico se fabbricanti diversi |
| Add-on | In campo | Preesistente | 1 (≤35 kW) / 1,1 (>35 kW) | Caldaia a gas a condensazione di età ≤ 5 anni |
Il factory made è il più vantaggioso. Il coefficiente K = 1,25 aggiunge un 25% al risultato dell’algoritmo rispetto alla PdC pura — non un 25% di incentivo extra, ma un boost del 5% dell’incentivo complessivo per la componente PdC.
La configurazione add-on ha due limiti da rispettare:
- Età della caldaia preesistente: massimo 5 anni dalla messa in esercizio (va documentato con targa + libretto impianto).
- Tipologia PdC: solo aria-acqua o acqua-acqua. La PdC aria-aria è ammessa solo in presenza di vincoli architettonici documentati (es. edificio storico in cui non si possono installare terminali idronici).
Una nota operativa importante: dal 2026 i sistemi ibridi sono soggetti all’obbligo di contabilizzazione del calore quando la potenza complessiva supera 200 kW. “Il sistema ibrido da definizione del decreto deve contenere due unità idroniche” [01:09:32] — quindi obbligo di sottocontatori separati per PdC e caldaia.
Scelta guidata: se parti con impianto esistente in buono stato, add-on; se rifai l’impianto da zero, factory made; se hai vincoli di spazio e puoi permetterti un bivalente assemblato in campo, bivalente.
Approfondimento tecnico: FAQ su interventi Titolo III.
Pompe di calore III.A: cosa cambia nel calcolo dell’incentivo
Cinque elementi del calcolo della PdC sono stati aggiornati dal Conto Termico 3.0, ognuno con ricadute pratiche sul dimensionamento.
P-rated al posto della potenza nominale. Il parametro di riferimento non è più la potenza termica nominale UNI EN 14511, ma la potenza termica stagionale definita da UNI EN 14825 e 16905. Le soglie operative (35 kW per l’asseverazione tecnica, 100 kW per la relazione tecnica, 200 kW per la contabilizzazione obbligatoria) si leggono ora su P-rated, non sulla nominale.
Temperatura esterna di riferimento -10 °C. Il CT2 valutava a +7 °C; il CT3 impone il calcolo a -10 °C per zone climatiche temperate e più severe per zone E-F. I modelli di PdC validi nel CT2 potrebbero non superare i minimi SCOP nel CT3.
GWP 150 come discriminante. Per le pompe aria-aria fino a 12 kW con refrigerante GWP ≤ 150 (es. R290, R32), il SCOP minimo richiesto è 3,42. Con GWP > 150, il minimo sale a 3,8. La scelta del gas refrigerante diventa quindi un parametro progettuale di primo livello.
Split interno come terminale. Questa è la novità che ha più sbloccato pratiche: “con il nuovo conto termico si può togliere anche solo la sola unità esterna, lasciando l’unità interna considerandola come terminale” [00:49:53]. Non è più un sostegno del generatore, ma un intervento sul circuito + il generatore.
Energia di scarto non incentivabile. Anche quando disponibile, l’energia di processo — anche se di scarto — non è ammissibile: “l’energia di processo, anche se è di scarto, non è incentivabile per il conto termico” [00:43:09]. Per recuperi termici da processi industriali servono altri meccanismi (Certificati Bianchi, Transizione 5.0).
La formula base resta:
I_a = E_i × C_i
dove E_i = P_rated × Q_uf × [1 - 1/SCOP] × k_p
k_p = η_s / η_s_min_Ecodesign
Un esempio pratico: PdC aria-acqua 30 kW P-rated, zona E (Q_uf = 1.700 h), SCOP 3,8, coefficiente η_s al 137% vs 125% Ecodesign minimo → k_p = 1,096. Risultato E_i ≈ 40.600 kWh/anno, con C_i = 0,15 €/kWh → incentivo annuo ≈ 6.090 € per 2 anni. Totale: 12.180 €.
Vuoi il calcolo completo sul tuo caso? FAQ sul calcolo incentivo.
Cosa significa davvero la Nota 6 con il cap al 30%?
La Nota 6 del paragrafo 4.4 delle Regole Applicative fissa un tetto del 30% sui costi ammissibili per alcuni interventi — in particolare NZEB, fotovoltaico, ricarica veicoli elettrici. Ma il cap non blocca le premialità territoriali: Mezzogiorno (+15%) e aree svantaggiate (+5%) restano cumulabili fino a un massimo del 40% complessivo.
Tradotto in numeri: un’impresa media in Campania su intervento NZEB su edificio terziario parte dal 30% base + 15% Mezzogiorno → cap massimo al 40% (non 45%, perché il limite assoluto di legge). Per la piccola impresa nelle stesse condizioni, il limite superiore sale al 50% grazie alla premialità dimensionale.
Attenzione: il limite del 30% è diverso dalle intensità massime del Titolo V (45% grande impresa, 55% media, 65% piccola su Titolo III). La Nota 6 è un cap specifico su determinati interventi, non il tetto generale. Il calcolo va fatto sempre in due passaggi: prima l’algoritmo dell’Allegato 2, poi il cap del minore tra Nota 6 e Titolo V.
Incentivo al 100%: chi può davvero averlo
Il 100% non è un premio per tutti i piccoli Comuni. Le condizioni sono cumulative: tutte devono essere vere, nessuna esclusa.
Prima condizione: l’immobile deve essere di proprietà del Comune — non della Provincia, non di un’Azienda sanitaria, non di un ETS privato. La proprietà è il vincolo assoluto.
Seconda condizione: il Comune ha popolazione ≤ 15.000 abitanti (dati ISTAT più recenti disponibili alla data della domanda).
Terza condizione: la destinazione dell’immobile è non commerciale (uso pubblicistico, scolastico, sociale, sanitario).
Alternativa indipendente: edifici pubblici adibiti a uso scolastico o strutture sanitarie del SSN (articolo 48-ter DL 104/2020). Questa via è indipendente dalla popolazione del Comune.
Il caso ETS: un ETS non economico che riceve in comodato un edificio di proprietà comunale in un piccolo Comune, per svolgere attività pubblico-sociali, può percepire il 100%. Ma se l’ETS è proprietario dello stesso immobile, il 100% non si applica — il vincolo è sulla proprietà comunale, non sullo status del soggetto.
Matrice riassuntiva:
| Proprietà immobile | Comune ≤ 15k? | Uso pubblico-sociale? | 100%? |
|---|---|---|---|
| Comune | Sì | Sì | Sì |
| Comune (dato in comodato a ETS non eco) | Sì | Sì | Sì (percepisce ETS) |
| ETS proprietario | Sì | Sì | No |
| Scuola pubblica (qualsiasi dimensione Comune) | — | Sì | Sì |
| Provincia | — | — | No |
Adempimenti antimafia: la soglia dei 150.000 euro
Superata la soglia di 150.000 euro di incentivo complessivo, il GSE è obbligato a richiedere l’informativa antimafia alla Prefettura competente per i soggetti in forma d’impresa. Base normativa: D.Lgs. 159/2011 (Codice Antimafia) e Regole Applicative §4.8.
“Il GSE è tenuto a richiedere alle prefetture competenti l’informativa antimafia relativa a tutti quei soggetti che sono organizzati in forma di impresa e che sono destinatari di benefici il cui importo complessivo supera i 150 mila euro” — Letizia Chiappini al webinar [01:23:22].
Punti operativi:
- La soglia si calcola sul cumulo dei benefici erogati o in via di erogazione nell’intero ciclo contrattuale.
- L’iter prefettizio richiede tempi tecnici: Chiappini ha citato circa 60 giorni totali nel flusso ordinario
[01:56:02]. - Nel prepararsi all’istanza, compilare gli allegati 1 e 2 richiesti dalla BDNA (Banca Dati Nazionale Antimafia) è requisito indispensabile per la liberatoria.
Non è un blocco: è un controllo. Ma se il tuo progetto sfiora la soglia per poco, valuta se separare i lotti contrattualmente o se affrontare subito l’iter.
Checklist operativa pre-invio domanda
Prima di cliccare “invia” sul Portaltermico, verifica i 12 punti critici emersi dal webinar.
- [ ] Profilo corretto sul portale: hai selezionato “privato / impresa / PA / ETS” in modo coerente con la tua natura giuridica?
- [ ] Categoria catastale corretta: l’ambito catastale prevalente è verificato contro le tabelle §4.2 Regole Applicative?
- [ ] Impianto preesistente documentato: foto targhe leggibili, libretto impianto, funzionante al 25/12/2025?
- [ ] Richiesta preliminare (se impresa): inviata prima dell’avvio lavori?
- [ ] Contratto EPC (se ESCO): qualifica UNI CEI 11352 in corso + contenuti minimi Allegato 8 D.Lgs. 102/2014?
- [ ] Progetto definitivo: scelta tra factory made, bivalente, add-on (per ibridi) congelata e documentata?
- [ ] Refrigerante compatibile: GWP ≤ 150 per aria-aria ≤ 12 kW (se vuoi il SCOP 3,42)?
- [ ] Catalogo apparecchi: generatore selezionato dal Catalogo GSE prequalificato per risparmiare certificazioni?
- [ ] Dismissione e smaltimento: certificato smaltimento + documentazione fotografica pronti?
- [ ] Componenti UE (se +10%): tutti i componenti certificati di origine UE (la regola è “tutti o nessuno”)?
- [ ] Bonifico ordinario: dicitura “DM 7 agosto 2025”, nessun riferimento a Ecobonus / 65% / detrazioni (pena decadenza)?
- [ ] Antimafia (se impresa > 150k €): allegati BDNA 1 e 2 compilati per velocizzare l’iter prefettizio?
Se anche un solo punto manca, la domanda non è pronta.
FAQ: le 6 domande chiave emerse dal Q&A
Un’impresa può ancora installare una pompa di calore a gas con il Conto Termico 3.0?
No. L’articolo 25 comma 2 del DM 7/8/2025 esclude tutti i combustibili fossili — gas naturale compreso — per imprese ed ETS economici. Unica eccezione ammessa: pompa di calore add-on elettrica installata su caldaia a gas preesistente (condensazione, ≤ 5 anni).
Una ESCO può presentare domanda in prenotazione per una PA senza contratto EPC?
No. La ESCO accede alla prenotazione solo tramite il Caso ii, che richiede obbligatoriamente un contratto EPC stipulato con la PA. Gli altri tre casi di prenotazione (i, iii, iv) richiedono che la PA resti Soggetto Responsabile.
Come si determina l’ambito catastale prevalente per edifici misti?
Per edifici che ospitano sia residenziale sia terziario (es. palazzine con residenze + uffici), si applica il criterio millesimale: prevale la destinazione con la maggiore superficie catastale. Se prevale il residenziale, l’intero edificio è considerato residenziale (e i privati non accedono al Titolo II); se prevale il terziario, l’ambito è terziario.
È possibile cambiare tipologia di intervento dopo aver inviato la richiesta preliminare?
No. La tipologia dichiarata in preliminare è vincolante: se presenti per sostituzione 1-a-1 non puoi passare a un ibrido add-on, e viceversa. Il consiglio operativo è completare il progetto esecutivo prima della preliminare.
Posso cumulare il Conto Termico 3.0 con le detrazioni fiscali al 65%?
No. L’articolo 16 del DM 7/8/2025 e il paragrafo 4.5 delle Regole Applicative escludono esplicitamente la cumulabilità con detrazioni fiscali sullo stesso intervento. Inserire riferimenti a detrazioni (65%, 50%, 36%) nella ricevuta del bonifico comporta la decadenza dal CT3. Usa bonifico ordinario con dicitura “DM 7 agosto 2025”.
Il 100% si applica se un ETS è proprietario di un immobile in un Comune con meno di 15.000 abitanti?
No. Il 100% richiede che l’immobile sia di proprietà comunale, non dell’ETS. Un ETS può percepire il 100% solo ricevendo l’edificio in comodato da un Comune con ≤ 15.000 abitanti per svolgere attività pubblico-sociali.
Conclusione: 3 numeri da ricordare
Il Conto Termico 3.0 è operativo da fine 2025, ma aggiornamenti come il decreto direttoriale 72/2026 e chiarimenti come quelli del webinar 16 aprile rendono la materia viva. Tre numeri sintetizzano ciò che conta per un professionista nel 2026:
- 450 + 450 milioni di euro: il plafond annuo ribilanciato, da usare entro l’anno solare.
- 5 anni: età massima della caldaia preesistente per l’add-on elettrica, e anche il periodo minimo di conservazione documenti dopo l’ultima rata.
- 150.000 euro: la soglia antimafia oltre la quale scatta l’informativa prefettizia, che può aggiungere 2 mesi all’iter.
Ogni caso reale ha sfumature che i chiarimenti generali non coprono — categoria catastale ambigua, contratto EPC non standard, cumulo con altre agevolazioni, preliminare da rifare. Per queste situazioni abbiamo un database di 501 FAQ ufficiali e un canale diretto di consulenza.
Hai una casistica non chiara nel tuo progetto? Invia la tua domanda tecnica: la analizzeremo, pubblicheremo la risposta nelle FAQ pubbliche citando il riferimento normativo e ti avviseremo quando è online.
👉 Invia la tua domanda sul Conto Termico 3.0
Fonti: webinar GSE “Conto Termico 3.0 — Focus Interventi e Criticità” del 16 aprile 2026 (relatori: arch. Tiziana Murgia, ing. Michele Rosati, Giorgia, Letizia Chiappini); DM 7 agosto 2025; Regole Applicative GSE; D.Lgs. 199/2021 modificato dal D.Lgs. 5/2026; decreto direttoriale GSE n. 72 del 10 aprile 2026. Tutte le citazioni del webinar riportano il timestamp [HH:MM:SS] del webinar ufficiale live.

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