Il DM 24/11/2025 ha riscritto da zero i Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia. Dal 2 febbraio 2026 le regole del gioco sono cambiate: nuovi documenti, nuovi obblighi, un nuovo modello di Relazione CAM pubblicato dal MASE. Questa guida ti offre la mappa completa.
Questi numeri raccontano perché l’Europa e l’Italia puntano sugli appalti verdi per trasformare il settore. I CAM — Criteri Ambientali Minimi — sono lo strumento operativo: requisiti ambientali obbligatori per ogni procedura di acquisto della Pubblica Amministrazione, dal DIP al collaudo.
Il DM 24/11/2025 ha riscritto da zero i Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia. Dal 2 febbraio 2026 le regole del gioco sono cambiate: nuovi documenti, nuovi obblighi, un nuovo modello di Relazione CAM pubblicato dal MASE.
Non è un aggiornamento marginale: è una riscrittura completa. Sei nuovi capitoli tecnici, l’integrazione del principio DNSH, il BIM come clausola contrattuale, l’obbligo esteso a concessionari e privati a scomputo. E un documento che non esisteva: la Relazione CAM dell’impresa.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve per orientarti: la mappa dei 21 documenti, il regime transitorio con le date chiave, la checklist degli 11 documenti strettamente CAM, il glossario dei termini essenziali e le risorse operative per partire subito.
In questa guida
1. Cosa cambia con i nuovi CAM
1.1 Il perimetro si allarga
Il DM 24/11/2025 non si limita agli appalti pubblici tradizionali. Il perimetro si estende a concessionari di servizi pubblici, a privati che realizzano opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione, e a tutti gli interventi finanziati dal PNRR. Chiunque tocchi risorse pubbliche, direttamente o indirettamente, deve applicare i CAM.
L’integrazione con il principio DNSH (Do No Significant Harm) è strutturale: non è più un adempimento parallelo, ma parte integrante della Relazione CAM. Il modello MASE include una sezione dedicata al DNSH per ogni criterio, allineando in un unico documento le verifiche CAM e le verifiche PNRR.
1.2 I 6 nuovi capitoli tecnici
Il decreto riorganizza e aggiunge specifiche inedite per gli edifici (dal 2.3.12 al 2.3.17: giunti di raccordo, umidità, risparmio idrico, acque meteoriche, piano di manutenzione, piano di decostruzione), introducendo l’obbligo di piani specifici come la gestione delle acque meteoriche, la demolizione selettiva e un vero e proprio piano di decostruzione a fine vita dell’opera. Non sono appendici: sono criteri obbligatori con mezzi di prova specifici.
1.3 BIM come clausola contrattuale
Con il criterio 2.1.3, la progettazione in BIM non è più un criterio premiante (come nel DM 256/2022): diventa clausola contrattuale per i progetti sopra soglia. Il modello informativo deve includere i parametri di sostenibilità ambientale e le verifiche CAM.
5 Le novità chiave del DM 24/11/2025
- 1 Relazione CAM riscritta — struttura a schede sul modello MASE, criterio per criterio, con sezione DNSH integrata
- 2 6 specifiche tecniche inedite — dal 2.3.12 al 2.3.17: giunti, umidità, risparmio idrico, acque meteoriche, manutenzione, decostruzione
- 3 BIM = clausola contrattuale — non più criterio premiante ma obbligo sopra soglia (Cr. 2.1.3)
- 4 Perimetro esteso — concessionari, privati a scomputo, PNRR: chiunque tocchi risorse pubbliche
- 5 Relazione CAM dell’impresa — obbligo nuovo (Cr. 3.1.1): l’appaltatore deve dimostrare il rispetto dei CAM in cantiere
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2. Regime transitorio: le 3 date chiave
Il passaggio dal DM 256/2022 ai nuovi CAM non è istantaneo. Il legislatore ha previsto un regime transitorio per le procedure già avviate. La logica è semplice: se il progetto è già stato validato con i vecchi CAM e il bando esce entro una finestra temporale definita, si possono ancora applicare le vecchie regole. In tutti gli altri casi, si applicano i nuovi CAM.
2.1 Le tre date chiave
2.2 I tre scenari del regime transitorio
Il decreto individua tre tipologie di affidamento, ciascuna con regole diverse per stabilire quale decreto applicare:
Progettazione e direzione lavori (bando/avviso)
Se il bando è pubblicato dal 2/02/2026 in poi → si applicano sempre i nuovi CAM. Nessuna eccezione.
Progettazione interna alla Stazione Appaltante
Se il progetto è già stato validato prima del 2/02/2026 → vecchi CAM.
In tutti gli altri casi → nuovi CAM, anche se l’incarico è precedente.
Lavori / manutenzione / congiunti PE+Lavori
Progetto validato prima del 2/02/2026 e bando pubblicato entro 3 mesi dalla validazione → vecchi CAM.
Bando oltre i 3 mesi (o comunque dal 2/05/2026 in poi) → nuovi CAM.
2.3 Tabella riepilogativa
| Tipo di affidamento | CAM applicabili | Condizione |
|---|---|---|
| Progettazione e DL (bando/avviso) | NUOVI CAM | Bando pubblicato dal 2/02/2026 |
| Progett. interna SA (non ancora validata) | NUOVI CAM | Anche se incarico precedente al 2/02 |
| Progett. interna SA (già validata al 2/02) | VECCHI CAM | Progetto validato prima dell’entrata in vigore |
| Lavori / Manutenzione / Congiunti | NUOVI CAM | Progetto a base gara validato dopo il 2/02/2026 |
| Lavori / Congiunti (prog. validato pre-2/02) | VECCHI CAM | Bando pubblicato entro 3 mesi dalla validazione |
| Lavori / Congiunti (prog. validato pre-2/02) | NUOVI CAM | Bando pubblicato oltre 3 mesi dalla validazione |
2.4 La regola pratica
Nel dubbio, applica i nuovi CAM.
Il regime transitorio è l’eccezione, non la regola. Si applica solo se hai un progetto validato prima del 2 febbraio 2026 e pubblichi il bando entro 3 mesi dalla validazione. In tutti gli altri casi — e comunque dal 2 maggio 2026 in poi — si applicano sempre e solo i nuovi CAM (DM 24/11/2025).
Riferimenti: DM 24/11/2025, Art. 1-2 | D.Lgs. 36/2023, Art. 57, c. 2 | G.U. n. 281 del 3/12/2025
3. I 21 documenti: la mappa completa
3.1 Due livelli progettuali
Con il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023, aggiornato al Correttivo D.Lgs. 209/2024 e alla L. 199/2025), la progettazione si articola su due livelli: il PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica) e il Progetto Esecutivo. Non esiste più il livello Definitivo.
Fa eccezione la manutenzione ordinaria e straordinaria senza rinnovo di parti strutturali (Art. 41, c. 5-bis, D.Lgs. 209/2024): basta un PFTE semplificato con soli 4 elaborati.
3.2 Le 7 macro-aree
DOCFAP, DIP
Rel. Sostenibilità, Rischio climatico, LCA/LCC
Relazione CAM, Rapporto Stato Ambiente
PAC, Rifiuti C&D, Decostruzione, Terre, Manuale
PSC, Fascicolo opera, Quadro manodopera
Archeologia, Esproprio, Monitoraggio
CSA, BIM, Piano Manutenzione
3.3 Tabella dei 21 documenti
| N. | Documento | Fase | Obbligo | Rif. normativo |
|---|---|---|---|---|
| A. Pre-progettazione e indirizzo | ||||
| 1 | DOCFAP | Pre-PFTE | Obbl. | D.Lgs. 36/2023, All. I.7 |
| 2 | DIP | Pre-PFTE | Obbl. | D.Lgs. 36/2023, All. I.7; DM 24.11.2025, §1.3.3 |
| B. Sostenibilità globale e DNSH | ||||
| 3 | Relazione di Sostenibilità | PFTE | Obbl. | D.Lgs. 36/2023, All. I.7 Art. 11 |
| 4 | Analisi Rischio Climatico | PFTE | Obbl. | Guida DNSH MEF, App. 1 |
| 5 | Rapporto LCA / LCC | PFTE + Esec. | Obbl. (semplif.) | D.Lgs. 36/2023; DM 24.11.2025, §1.3.2 e Cr. 2.6.3 |
| C. Documentazione CAM specifica | ||||
| 6 | Relazione CAM di Progetto | PFTE + Esec. | Obbl. | DM 24.11.2025, Cr. 2.1.1 |
| 7 | Rapporto Stato dell’Ambiente | PFTE | Condiz. | DM 24.11.2025, Cr. 2.2.9 |
| D. Cantiere, rifiuti e materiali | ||||
| 8 | Piano Ambientale Cantierizzazione | PFTE + Esec. | Obbl. | DM 24.11.2025, Cr. 2.5.1 |
| 9 | Piano Gestione Rifiuti C&D | PFTE + Esec. | Obbl. | DM 24.11.2025, Cr. 2.5.4 |
| 10 | Piano Decostruzione e Demoliz. Selettiva | PFTE + Esec. | Obbl. | DM 24.11.2025, Cr. 2.3.17 |
| 11 | Piano Terre e Rocce da Scavo | PFTE + Esec. | Condiz. | D.P.R. 120/2017; DNSH Schede 5 e 28 |
| 12 | Manuale Gestione Ambientale Cantiere | Esecutivo | Condiz. | D.Lgs. 36/2023, All. I.7 |
| E. Sicurezza e manodopera | ||||
| 13 | Piano Sicurezza e Coordinamento | PFTE + Esec. | Obbl. | D.Lgs. 81/2008; D.Lgs. 36/2023 |
| 14 | Fascicolo dell’Opera | Esecutivo | Obbl. | D.Lgs. 81/2008, All. XVI |
| 15 | Quadro Incidenza Manodopera | Esecutivo | Obbl. | D.Lgs. 36/2023, All. I.7 |
| F. Territorio, vincoli e proprietà | ||||
| 16 | Verifica Interesse Archeologico | PFTE | Obbl. | D.Lgs. 36/2023 |
| 17 | Piano Particellare di Esproprio | PFTE + Esec. | Condiz. | D.Lgs. 36/2023, All. I.7 |
| 18 | Piano Monitoraggio Geotecnico | PFTE | Obbl. | D.Lgs. 36/2023, All. I.7 |
| G. Appalto, digitalizzazione e manutenzione | ||||
| 19 | Capitolato Speciale d’Appalto (CSA) | Esecutivo | Obbl. | D.Lgs. 36/2023; DM 24.11.2025, Cr. 2.1.2 |
| 20 | Capitolato Informativo + Modelli BIM | DIP + PFTE + Esec. | Obbl. (sopra soglia) | D.Lgs. 36/2023, Art. 43; DM 24.11.2025, Cr. 2.1.3 |
| 21 | Piano di Manutenzione dell’Opera | PFTE + Esec. | Obbl. | D.Lgs. 36/2023; DM 24.11.2025, Cr. 2.3.16 |
3.4 Il flusso temporale
I 21 documenti non si producono tutti insieme. Si distribuiscono in un flusso che segue le fasi del progetto:
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4. Gli 11 documenti strettamente CAM
Dei 21 documenti della mappa, 11 sono strettamente richiesti dal DM 24/11/2025 — hanno un criterio specifico del decreto come riferimento diretto. Sono questi i documenti che definiscono la conformità CAM dell’intervento.
4.1 Checklist operativa
- DIP con requisiti CAM
- Relazione CAM di Progetto (PFTE)
- Rapporto sullo Stato dell’Ambiente
- Rapporto LCA / LCC
- Piano Ambientale di Cantierizzazione (PAC)
- Piano Gestione Rifiuti C&D
- Piano Decostruzione e Demolizione Selettiva
- Piano Manutenzione con voci CAM
- CSA con clausole CAM
- BIM con informazioni ambientali
- Relazione CAM dell’impresa
4.2 Il documento cardine: Relazione CAM di Progetto
La Relazione CAM di Progetto (Cr. 2.1.1) è il documento centrale di tutto il sistema. Deve essere compilata fin dal PFTE, utilizzando la struttura a schede del modello ufficiale MASE pubblicato il 2 febbraio 2026. Ogni criterio del decreto ha la sua scheda: il progettista deve giustificare l’applicazione o la motivata disapplicazione di ciascuno.
Non è un documento da compilare a fine progetto come allegato formale. È uno strumento di lavoro che accompagna la progettazione dall’inizio, influenzando le scelte progettuali su materiali, impianti, cantiere, fine vita.
4.3 La grande novità: Relazione CAM dell’impresa
Criterio 3.1.1: un obbligo completamente nuovo
Il DM 24/11/2025 introduce per la prima volta l’obbligo per l’impresa appaltatrice di presentare una propria Relazione CAM. Non basta più che il progettista dimostri la conformità: l’appaltatore deve documentare il rispetto dei criteri ambientali durante l’esecuzione dei lavori, con verifiche puntuali ai SAL (Stati Avanzamento Lavori).
Il Ministero produrrà uno schema apposito. Chi conosce il modello MASE lato progettazione avrà un vantaggio competitivo anche nel guidare le imprese su questo nuovo adempimento.
5. L’Esperto CAM: il regista del progetto
5.1 Il ruolo
L’Esperto CAM non è un compilatore di documenti. È il professionista che tiene le fila della sostenibilità lungo tutto il processo: dalla raccolta delle informazioni alla scelta dei materiali, dal capitolato alla gestione del cantiere, fino al piano di manutenzione.
«L’Esperto CAM è il regista del progetto: guida la squadra, raccoglie le informazioni, fa le scelte giuste sui materiali, scrive i capitolati. Non è una figura opzionale — è la persona che fa funzionare l’intero sistema.»
L’attività dell’Esperto CAM attraversa tutte le fasi: raccolta informazioni, diagnostica energetica, scelte progettuali, compilazione della Relazione CAM, redazione del CSA con clausole ambientali, supervisione della conformità in cantiere, gestione rifiuti, promozione della sostenibilità verso la committenza.
5.2 Opportunità professionali
Le opportunità si aprono su più fronti: Pubblica Amministrazione (RUP e uffici tecnici), studi professionali (compilare la Relazione CAM per ogni progetto pubblico), imprese di costruzione (nuovo obbligo Relazione CAM dell’impresa), organismi di certificazione e l’intera filiera produttiva dei materiali da costruzione.
La certificazione Esperto CAM rilasciata da CEPAS (Società di Bureau Veritas Holding), organismo accreditato ACCREDIA (ISO/IEC 17024, schema SCH137), è riconosciuta dal DM 24/11/2025 come criterio premiante nelle gare. In un mercato dove — come ricorda Ferrando — «le gare si giocano sul filo del decimo di punto», questa certificazione può fare la differenza.
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6. Glossario: 10 termini chiave
I nuovi CAM portano con sé un lessico tecnico-normativo denso. Ecco i 10 termini che devi padroneggiare per orientarti nel decreto.
CAM
Criteri Ambientali Minimi. Requisiti ambientali obbligatori per le procedure di acquisto della PA. Rif.: art. 57, c. 2, D.Lgs. 36/2023.
DNSH
Do No Significant Harm. Principio cardine PNRR e tassonomia UE: ogni intervento deve dimostrare di non arrecare danno significativo ai sei obiettivi ambientali europei.
EPD
Environmental Product Declaration. Dichiarazione ambientale di prodotto (Tipo III, UNI EN ISO 14025). Mezzo di prova principale per le prestazioni ambientali dei materiali.
Esperto CAM
Figura certificata da CEPAS (Società di Bureau Veritas Holding), organismo accreditato ACCREDIA (ISO/IEC 17024, SCH137). Con il DM 24/11/2025 è criterio premiante nelle gare. Tre specializzazioni: edilizia, infrastrutture, verde pubblico.
GPP
Green Public Procurement. Politica UE per integrare criteri ambientali negli acquisti pubblici (12-13% del PIL europeo). I CAM sono lo strumento operativo del GPP in Italia.
LCA
Life Cycle Assessment. Metodologia (UNI EN ISO 14040-14044) per valutare gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita. Rafforzata nel nuovo decreto.
MASE
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Ente competente per i CAM. Ha pubblicato il modello ufficiale della Relazione CAM il 2/02/2026.
PFTE
Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica. Primo livello progettuale (D.Lgs. 36/2023). La Relazione CAM deve essere elaborata fin dal PFTE (Cr. 2.1.1).
Regime transitorio
Periodo in cui si possono ancora applicare i vecchi CAM. Solo per progetti validati pre-2/02/2026, con finestra di 3 mesi. Scadenza: 2 maggio 2026.
Relazione CAM
Documento obbligatorio (Cr. 2.1.1). Il progettista la compila criterio per criterio, usando la struttura a schede del modello MASE. Include sezione DNSH.
7. Risorse operative
Per passare dalla teoria alla pratica, abbiamo preparato 22 strumenti operativi. Sei sono scaricabili gratuitamente con la tua email professionale. Gli altri 16 — template, guide e strumenti compilabili criterio per criterio — sono inclusi nel Corso Esperto CAM.
Flowchart Regime Transitorio
Quale decreto CAM applicare? Tre rami decisionali in un flowchart visuale.
▼ GratuitoGlossario Normativo CAM
35 termini e acronimi del DM 24/11/2025 con definizione operativa.
▼ GratuitoMappa 21 Elaborati
Tutti i documenti per l’opera pubblica con fase, obbligo e rif. normativo.
▼ GratuitoChecklist Criteri CAM 2026
Tutti i criteri del decreto con checkbox, mezzi di prova e note operative.
▼ GratuitoMatrice Confronto Decreti
DM 256/2022 vs DM 24/11/2025: cosa resta, cosa cambia, cosa è nuovo.
▼ GratuitoTabella Regime Transitorio CAM
Tabella riepilogativa delle date e condizioni del regime transitorio.
▼ GratuitoTemplate DIP con requisiti CAM
Documento di Indirizzo alla Progettazione con sezione CAM (§1.3.3).
Incluso nel corsoRelazione CAM — Template Vuoto
Modello vuoto compilabile basato sul modello MASE ufficiale (Cr. 2.1.1).
Incluso nel corsoRelazione CAM — Esempio Compilato
Esempio completo compilato su caso reale di ristrutturazione (Cr. 2.1.1).
Incluso nel corsoTemplate Rapporto Stato Ambiente
Rapporto sullo Stato dell’Ambiente conforme al Cr. 2.2.9.
Incluso nel corsoTemplate Rapporto LCA/LCC
Analisi ciclo di vita e costi (§1.3.2 + Cr. 2.6.3).
Incluso nel corsoPiano Ambientale Cantierizzazione
Template per il piano ambientale di cantiere (Cr. 2.5.1).
Incluso nel corsoPiano Gestione Rifiuti C&D
Template gestione rifiuti da costruzione e demolizione (Cr. 2.5.4).
Incluso nel corsoPiano Decostruzione e Demolizione Selettiva
Template per la decostruzione e demolizione selettiva (Cr. 2.3.17).
Incluso nel corsoChecklist Piano Manutenzione
Piano manutenzione con voci CAM integrate (Cr. 2.3.16).
Incluso nel corsoTemplate CSA con clausole CAM
Capitolato Speciale d’Appalto con clausole ambientali (Cr. 2.1.2).
Incluso nel corsoGuida BIM per informazioni ambientali
Come integrare i CAM nel modello BIM (Cr. 2.1.3).
Incluso nel corsoChecklist Relazione CAM Impresa
Checklist per la relazione CAM dell’impresa ai SAL (Cr. 3.1.1).
Incluso nel corsoGuida Diagnosi Energetica CAM
Diagnosi energetica conforme ai requisiti CAM (Cr. 2.3.1).
Incluso nel corsoGuida Screening Climatico
Screening climatico e analisi di vulnerabilità (Cr. 2.2.2).
Incluso nel corsoPiano M&V Risparmi Energetici
Piano di misura e verifica dei risparmi energetici (Cr. 2.6.10 premiante).
Incluso nel corsoSchede Materiali CAM 2026
Schede tecniche dei materiali con requisiti ambientali del DM 2025.
Incluso nel corsoScarica subito i 6 toolkit gratuiti
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Il nuovo decreto CAM è complesso, ma non è incomprensibile. Tre passi per orientarti:
- 1 Identifica il decreto applicabile — Usa il flowchart del regime transitorio per capire se la tua procedura ricade sotto i nuovi o i vecchi CAM.
- 2 Scarica le risorse operative — Mappa dei 21 documenti, glossario, checklist criteri: sono i tuoi strumenti di riferimento quotidiano.
- 3 Formati sulla compilazione — Il modello MASE è lo strumento, ma serve saperlo usare. Criterio per criterio, su un caso reale.
Corso Esperto CAM Edilizia 2026
Dal modello MASE alla Relazione CAM compilata. 20 ore operative con l’Ing. Andrea Ferrando.
Date: 2, 7, 9, 14, 16 aprile 2026 — ore 14:00-18:00
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