Gas Refrigeranti a Basso GWP: Nuove Regole e Competenze Richieste

Nuove regole gas refrigeranti

1. Cosa Sono e Come Funzionano i Gas Refrigeranti?

Un gas refrigerante è un fluido speciale, una sostanza chimica con particolari proprietà termodinamiche, che ha la capacità di trasferire calore da un ambiente a un altro. Questo processo è il cuore pulsante di apparecchiature come frigoriferi, condizionatori d’aria e pompe di calore, che sono diventate essenziali nella nostra vita quotidiana.

Per comprendere come funzionano, prendiamo come esempio una pompa di calore in modalità riscaldamento. Il suo compito è “catturare” il calore presente in una sorgente fredda (come l’aria esterna) e trasferirlo a un ambiente più caldo (come l’acqua dell’impianto di riscaldamento). Questo “miracolo” termodinamico avviene attraverso un ciclo continuo di evaporazione e condensazione del gas refrigerante, che si articola in quattro fasi fondamentali:

  1. Evaporazione: il refrigerante, allo stato liquido e a bassa pressione, passa attraverso uno scambiatore di calore (l’evaporatore). Qui assorbe calore dalla sorgente fredda (l’aria esterna, anche quando fuori fa freddo) e, riscaldandosi, si trasforma in un gas a bassa pressione.
  2. Compressione: il gas viene quindi aspirato da un compressore, che ne aumenta drasticamente la pressione. Questo processo, per le leggi della fisica, provoca un notevole innalzamento della sua temperatura, rendendolo molto più caldo dell’ambiente che si desidera riscaldare.
  3. Condensazione: il gas, ora caldo e ad alta pressione, attraversa un secondo scambiatore (il condensatore). In questa fase, cede il suo calore all’acqua dell’impianto di riscaldamento, raffreddandosi a tal punto da tornare allo stato liquido.
  4. Espansione: il liquido refrigerante, ancora ad alta pressione, passa infine attraverso una valvola di espansione. Questo componente ne riduce bruscamente la pressione e, di conseguenza, la temperatura, riportandolo alle condizioni iniziali e rendendolo pronto a ricominciare il ciclo assorbendo nuovamente calore.

Data la loro diffusione e le loro proprietà chimico-fisiche, è fondamentale classificare questi gas per garantirne un utilizzo sicuro e consapevole.

2. La Classificazione di Sicurezza: Un Equilibrio tra Tossicità e Infiammabilità

I gas refrigeranti sono classificati a livello internazionale secondo la norma ISO 817, che si basa su due criteri principali per valutarne la pericolosità: la tossicità per l’uomo e il rischio di infiammabilità.

CriterioDescrizione
TossicitàIndica il livello di pericolosità del gas per le persone in caso di inalazione. Si divide in due classi: Classe A (non tossico) e Classe B (tossico).
InfiammabilitàDescrive la capacità del gas di accendersi o esplodere. Si suddivide in quattro classi: 1 (non infiammabile), 2L (leggermente infiammabile), 2 (infiammabile) e 3 (altamente infiammabile).

Combinando queste due classificazioni, si ottiene una sigla di sicurezza per ogni refrigerante. Ad esempio, un gas A1 è considerato il più sicuro, essendo non tossico e non infiammabile. Un gas A2L è non tossico ma leggermente infiammabile, mentre un gas A3 è non tossico ma altamente infiammabile. La stragrande maggioranza dei refrigeranti moderni utilizzati nel settore della climatizzazione e delle pompe di calore rientra nelle classi A1 e A2L.

Comprendere le diverse classi di infiammabilità è cruciale per gestire correttamente questi gas.

3. Comprendere l’Infiammabilità: LFL e le Classi di Rischio

Un concetto chiave per la sicurezza è il Limite Inferiore di Infiammabilità (LFL – Lower Flammability Limit), noto in ambito tecnico anche come LEL (Limite Inferiore di Esplosività). L’LFL rappresenta la concentrazione minima di gas refrigerante nell’aria necessaria perché si possa formare una miscela infiammabile.

Al di sotto di questa soglia, il gas semplicemente non può prendere fuoco, anche in presenza di una fonte di innesco. Questo valore di LFL è il parametro fondamentale utilizzato per calcolare la carica massima di refrigerante infiammabile che può essere installata in sicurezza in un dato ambiente, come vedremo nella sezione 5.

Le classi di infiammabilità che stanno diventando sempre più comuni nelle moderne pompe di calore sono la A2L e la A3. Ecco le differenze pratiche:

  • Classe A2L (Leggermente Infiammabile – es. R32): questi gas sono difficili da accendere. Hanno una velocità di combustione molto bassa (inferiore a 10 cm/s), il che significa che la fiamma, se si innesca, si propaga lentamente e non in modo esplosivo. Questo li rende relativamente sicuri per l’uso in applicazioni residenziali e commerciali, a patto di seguire le corrette procedure di installazione.
  • Classe A3 (Altamente Infiammabile – es. R290/Propano): questi gas, come il propano, si accendono molto più facilmente e possono bruciare in modo esplosivo. Per questo motivo, il loro utilizzo richiede precauzioni di sicurezza molto più rigorose e limiti di carica più restrittivi.

Oltre alla sicurezza, un altro fattore sta guidando l’evoluzione dei refrigeranti: il loro impatto sull’ambiente.

4. L’Impatto Ambientale: GWP e il Regolamento Europeo F-Gas

Per misurare l’impatto di un refrigerante sul riscaldamento globale, si utilizza un valore chiamato Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP – Global Warming Potential). Il GWP è un indice che confronta l’effetto serra di un gas con quello dell’anidride carbonica (COâ‚‚), a cui è assegnato un valore di riferimento pari a 1. Ad esempio, un gas con GWP di 2088 significa che la sua dispersione in atmosfera contribuisce al riscaldamento globale 2088 volte in più rispetto a una stessa quantità di COâ‚‚.

La tabella seguente mostra l’evoluzione dei refrigeranti attraverso il loro GWP, evidenziando il passaggio verso alternative più ecologiche:

RefrigeranteSiglaGWPTipologiaClasse di Sicurezza
R410AHFC2088SinteticoA1
R32HFC675SinteticoA2L
R454CHFO Blend146SinteticoA2L
PropanoR2903NaturaleA3
R1234yfHFO<1SinteticoA2L

Per contrastare il cambiamento climatico, l’Unione Europea ha introdotto il Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra, una normativa molto stringente che mira a ridurre drasticamente l’uso di F-gas con un alto potenziale di riscaldamento globale.

Questa transizione normativa è la ragione principale per cui i tecnici oggi devono avere una profonda conoscenza dei refrigeranti infiammabili delle classi A2L e A3. Le alternative più ecologiche, come il propano (R290) o i nuovi HFO, sono quasi sempre infiammabili, a differenza dei vecchi gas A1 ad alto GWP come l’R410A.

Le principali conseguenze di questo regolamento per il mercato sono:

  • Divieti Progressivi: la normativa introduce un calendario di divieti molto specifici. Ad esempio, a partire dal 1° gennaio 2025, è stato vietato immettere sul mercato sistemi monosplit contenenti meno di 3 kg di gas con GWP pari o superiore a 750. Successivamente, dal 1° gennaio 2027, il divieto si estenderà ai sistemi split aria-acqua fino a 12 kW che utilizzano gas con GWP pari o superiore a 150.
  • Spinta verso Alternative Ecologiche: queste restrizioni stanno spingendo i produttori a orientarsi rapidamente verso refrigeranti a bassissimo GWP. Le alternative principali sono i gas naturali come il propano (R290) o le nuove generazioni di gas sintetici (HFO) e loro miscele, con GWP prossimo allo zero.

Questa transizione ecologica implica però una sfida: i refrigeranti a basso GWP sono spesso infiammabili, rendendo la loro gestione sicura un aspetto ancora più critico.

5. Gestione in Sicurezza: Principi Fondamentali

Sebbene i refrigeranti moderni siano progettati per essere sicuri se maneggiati correttamente, l’uso di sostanze infiammabili (classi A2L e A3) impone l’adozione di precauzioni rigorose durante l’installazione e la manutenzione. Ecco i principi fondamentali da conoscere:

1. Limiti di Carica e Valutazione del Rischio

Non è possibile installare una quantità illimitata di refrigerante infiammabile in un ambiente chiuso. La normativa (norma EN 378) stabilisce una carica massima consentita, che viene calcolata per evitare che un’eventuale perdita possa creare una concentrazione di gas pari o superiore al suo Limite Inferiore di Infiammabilità (LFL).

Il calcolo della carica massima (Mmax) è definito dalla seguente formula:

Mmax = 2,5 × LFL^(5/4) × h0 × √A

Dove:

  • Mmax è la carica massima ammissibile di refrigerante in un locale [kg].
  • LFL è il Limite Inferiore di Infiammabilità del gas [kg/m³].
  • h0 è un fattore che dipende dall’altezza di installazione dell’unità interna. Questo parametro è fondamentale perché, in caso di perdita, l’altezza influenza la miscelazione del gas con l’aria. I valori standard sono:
    • 0,6 per unità installate a pavimento
    • 1,8 per unità installate a parete
    • 2,2 per unità installate a soffitto
  • A è la superficie del locale [m²].

Esempi Pratici:

  • Caso A (Piccolo Ufficio): in un ufficio di 3×3 m (A=9 m²) con un’unità interna a pavimento (h0=0,6), la carica massima di R32 consentita senza misure aggiuntive è di circa 1,18 kg.
  • Caso B (Stanza Media): in una stanza di 5×5 m (A=25 m²) con un sistema a parete (h0=1,8), la carica massima consentita senza misure aggiuntive sale a circa 5,14 kg. Se il sistema da installare ha una carica superiore (es. 6,8 kg), diventano obbligatorie misure di sicurezza aggiuntive come rilevatori di perdite o ventilazione meccanica.

2. Prevenzione delle Fonti di Innesco

Durante qualsiasi operazione di manutenzione, è essenziale eliminare tutte le potenziali fonti di accensione. Le più comuni da evitare sono:

  • Fiamme libere (es. cannelli per saldatura)
  • Superfici molto calde: è un requisito di sicurezza fondamentale che le superfici esposte a una potenziale perdita di refrigerante rimangano a una temperatura di almeno 100 K inferiore alla temperatura di auto-innesco del gas.
  • Scintille generate da apparecchiature elettriche
  • Elettricità statica
  • Fulmini
  • Equipaggiamento meccanico

3. Ventilazione e Personale Qualificato

Tutte le operazioni di installazione, manutenzione, ricarica o recupero del gas devono essere eseguite in aree ben ventilate per evitare pericolosi accumuli di gas (il cosiddetto “effetto pooling”) in caso di perdite. Data la complessità di queste valutazioni e l’importanza di prevenire accumuli pericolosi, la legge impone che tali operazioni siano eseguite esclusivamente da personale certificato.

La professionalità e la certificazione non sono solo una buona pratica, ma un requisito di legge.

6. Il Ruolo dei Professionisti: Perché è Necessaria la Certificazione

A causa dei rischi legati alla sicurezza e all’impatto ambientale, la legislazione italiana ed europea stabilisce chiaramente che solo persone e imprese in possesso di una specifica certificazione possono operare su apparecchiature contenenti gas refrigeranti fluorurati.

In Italia, il D.P.R. 146/2018 ha istituito il “Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate”, gestito dalle Camere di Commercio. Questo requisito, noto come “certificazione F-gas” (o “patentino del frigorista”), garantisce che il tecnico abbia le competenze, le conoscenze e l’attrezzatura necessarie per maneggiare queste sostanze in modo responsabile. A questo si affianca il DM 37/2008, che richiede l’iscrizione delle imprese installatrici al registro delle imprese, assicurando un ulteriore livello di qualificazione e professionalità.

7. Il Futuro dei Refrigeranti

L’industria della climatizzazione e del riscaldamento sta attraversando una trasformazione epocale. Spinta dalla necessità di combattere il cambiamento climatico, la direzione è chiara: abbandonare i gas ad alto GWP per adottare refrigeranti a bassissimo impatto ambientale.

Questa transizione ecologica sta portando a un uso sempre più diffuso di refrigeranti classificati come leggermente infiammabili (A2L) e, in misura crescente, infiammabili (A3). Se da un lato ciò rappresenta un enorme passo avanti per la sostenibilità, dall’altro richiede un innalzamento degli standard di sicurezza e professionalità.

Per garantire che questa evoluzione avvenga in modo sicuro ed efficace, la competenza professionale, il rigoroso rispetto delle normative e una profonda consapevolezza dei rischi diventano elementi non solo importanti, ma assolutamente imprescindibili per tutti gli operatori del settore.

Certamente. Di seguito è riportato un elenco dettagliato delle fonti utilizzate per la generazione delle risposte, formattato per essere inserito in calce a un blog post.

Corso Specializzato: Progettazione Impianti a Pompe di Calore con Refrigeranti a Basso GWP

Per rispondere alle attuali sfide normative e tecnologiche, Naturalnzeb.it propone un corso intensivo di 8 ore in FAD sincrona sulla “Progettazione di Impianti a Pompe di Calore con Gas a Basso GWP“. L’appuntamento è fissato per il 4 e 10 novembre 2025, dalle 14:30 alle 18:30.

Il percorso formativo è suddiviso in due moduli cruciali:

  1. Modulo Normativo (4 novembre): copre l’intero quadro legislativo, dal passaggio ai gas idrocarburi alla sicurezza operativa (ISO 817, PED, ATEX EN 1127-1, EN 60079-10-1) e le normative antincendio (UNI EN 378).
  2. Modulo Progettuale (10 novembre): si concentra sull’applicazione pratica, includendo teoria base, dimensionamento di pompe di calore (riscaldamento/ACS), analisi delle soluzioni tecniche per diverse potenzialità e studi di riqualificazione in ambito industriale e terziario.

L’evento, condotto dall’Ing. Paolo Tkalez e tutorato dall’Ing. Andrea Ursini Casalena, offre 8 Crediti Formativi Professionali (CFP) per gli ingegneri, architetti e geometri.


Fonti Utilizzate

Documenti Tecnici, Linee Guida e Presentazioni

  1. ASERCOM (Association of European Refrigeration Component Manufacturers). LINEE GUIDA: Norme di sicurezza e componenti per i refrigeranti infiammabili. Documento Tecnico, ultimo aggiornamento giugno 2019.
  2. INAIL. Atti di Convegno SAFAP 2018 SICUREZZA E AFFIDABILITÀ DELLE ATTREZZATURE A PRESSIONE. Atti di Convegno, Bologna, 28 e 29 novembre 2018.
  3. Mitsubishi Climatizzazione (Assoclima/Assotermica). GESTIONE DI APPARECCHIATURE – Riferimenti Normativi e Legislativi. Linee Guida di settore.
  4. Foir. Pompe di calore R454C come alternativa a R290. Documento Tecnico.
  5. Xenex (materiale corso di aggiornamento). Corso d’aggiornamento sull’uso del refrigerante R32. Materiale Formativo.

Normativa e Approfondimenti Istituzionali/Associazioni

  1. Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e che abroga il regolamento (UE) n. 517/2014. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 20 febbraio 2024.
  2. AICARR. REGOLAMENTO F-GAS (UE) 2024/573. Approfondimento Normativo.
  3. Assofrigoristi. Informativa sulle prescrizioni 2025 date dal regolamento F-Gas. Informativa per associati.
  4. Cortem S.p.A. Le responsabilità in un impianto installato in zona classificata. Articolo Tecnico/Approfondimento, 01/10/2013.

Articoli e Blog Post di Settore

  1. Safety Group / Safety Contact SRL. ATEX 2024: Entra in vigore la nuova norma CEI. Articolo/Blog Post.
  2. Confapindustria Firenze. Aggiornati i requisiti minimi per gli operatori F-gas. News & Eventi, 30 aprile 2025.
  3. Infoimpianti / DBInformation SPA. Nuovi refrigeranti: cambiano le norme sulla prevenzione degli incendi. Articolo, 8 Ottobre 2020.
  4. Nippon Gases Italia. La Nuova Normativa F-Gas: tutte le novità. Articolo/Blog Post, aggiornamento 27 Febbraio 2025.
  5. Comestero Sistemi S.r.l. NORMATIVA FGAS E PRODOTTI ATEX: Sistemi di condizionamento e ecosostenibilità. Blog Post, 10/09/2020.
  6. ExpoClima / WEBINDUSTRIES Srl. La normativa e le limitazioni agli F-GAS in Italia: dalla climatizzazione all’industria alimentare. Articolo.
  7. FA.RE. s.r.l. Sostituire gas R410A con r32 (aggiornamento 2023). Articolo/Blog Post.
  8. ProntoImpiantoOK® / KELMER S.R.L. Verifica e conformità impianti: come cambia il settore HVAC con il nuovo Regolamento F-Gas. Articolo.
  9. UNASF Conflavoro PMI. Normativa F-Gas: obblighi, gestione e scadenze da rispettare. Articolo/Informativa.
  10. Vaillant. Gas refrigeranti per pompe di calore: vantaggi, caratteristiche e impatto ambientale. Guida Online.

Oltre 45.000 professionisti fanno già parte della community!

ENTRA ANCHE TU, SCARICA I TOOLS DI CALCOLO GRATUITI E RISERVATI DEI VANTAGGI SU TUTTI I CORSI DISPONIBILI!

Fogli excel prestazione energetica edifici

Inserisci Nome e Email qui sotto e accedi subito gratis

Articoli Correlati

Risposte

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ASPETTA, HO UN REGALO PER TE!

Oltre 45.000 professionisti fanno già parte della community di Naturalnzeb.it

ENTRA ANCHE TU, SCARICA I TOOLS DI CALCOLO GRATUITI E RISERVATI UN CODICE SCONTO PER I TUOI ACQUISTI SU NATURALNZEB.IT!

Fogli excel prestazione energetica edifici

Inserisci Nome e Email e scarica i Tools di Calcolo