Conto Termico 3.0: 5 cose da sapere prima di presentare la prima pratica

Conto termico 3.0 5 cose da sapere

Il Conto Termico 3.0 è in vigore dal 25 dicembre 2025 e il Portaltermico 3.0 è attivo dal 2 febbraio 2026. Le pratiche si presentano adesso — non tra sei mesi.

Eppure, parlando ogni giorno con ingegneri, architetti e geometri della community Naturalnzeb.it, mi rendo conto che i dubbi sono ancora tanti. Molti professionisti si stanno avvicinando al meccanismo per la prima volta, altri lo conoscevano nella versione precedente e ora si trovano davanti a un impianto normativo profondamente diverso.

Prima di presentare la prima pratica, ci sono almeno cinque aspetti che è importante avere chiari.

1. I soggetti ammessi sono cambiati (e sono di più)

Il CT 2.0 era sostanzialmente limitato a Pubblica Amministrazione e privati. Il CT 3.0 allarga la platea in modo significativo: entrano gli Enti del Terzo Settore (sia economici che non economici), le Comunità Energetiche Rinnovabili, i condomini e le ESCo come soggetti responsabili.

Ogni categoria ha regole diverse: intensità di incentivo, modalità di accesso (diretto o prenotazione), vincoli di cumulabilità. Un ETS non economico che interviene su una scuola pubblica di un comune sotto i 15.000 abitanti può arrivare al 100% della spesa incentivata. Una grande impresa sullo stesso intervento si ferma al 25-30%.

Non è un dettaglio: cambia completamente la fattibilità economica del progetto.

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2. L’obbligo di diagnosi energetica è la novità più impattante

Per la Pubblica Amministrazione e gli ETS non economici, la diagnosi energetica diventa un requisito strutturale. Non si tratta solo di un documento in più da allegare: la diagnosi va richiesta in anticipo al GSE come contributo separato, attraverso una procedura dedicata.

Questo significa che il percorso inizia prima dell’intervento — e chi lo ignora rischia di dover rincorrere la documentazione a lavori già avviati.

3. I parametri prestazionali sono più stringenti

SCOP, ETAs, Prated: se queste sigle non ti dicono molto, è il momento di approfondire. Il CT 3.0 introduce parametri prestazionali specifici per pompe di calore, generatori a biomassa e altri impianti che determinano sia l’ammissibilità che il calcolo dell’incentivo.

Non basta più installare una pompa di calore qualsiasi: il sistema deve rispettare soglie precise, documentate e verificabili. L’incentivo si calcola con algoritmi che combinano il costo specifico, la superficie o potenza, la zona climatica e l’intensità massima ammissibile per tipo di soggetto.

L’algoritmo base è: Itot = %spesa × C × Sint (per l’involucro) oppure Iatot = Ei × Ci (per gli impianti). Ma tra costi massimi unitari, massimali, verifiche di intensità per dimensione d’impresa e maggiorazioni UE, il calcolo non è mai banale.

4. La cumulabilità è stata ridisegnata

La PA può cumulare il Conto Termico con altri incentivi in conto capitale — statali e non statali — entro il limite del 100% della spesa. Questo include i fondi FESR e la misura PNRR M7 Investimento 17.

Per le imprese il quadro è più restrittivo. E per gli ETS, la cumulabilità dipende dal tipo di edificio (proprietà pubblica o privata) e dalla natura dell’ente (economico o non economico).

La regola d’oro: verificare la cumulabilità prima di impostare il progetto, non dopo. Trovarsi con un incentivo non cumulabile quando il quadro economico è già chiuso è un problema serio.

5. Il Portaltermico 3.0 è un ambiente nuovo

Chi ha usato il vecchio portale sa che la compilazione era già complessa. Il Portaltermico 3.0 introduce nuove maschere, nuovi campi, nuove logiche di caricamento. La documentazione richiesta varia per tipo di intervento, soggetto e modalità di accesso.

L’errore più comune? Arrivare al portale senza aver preparato prima tutta la documentazione. Servono asseverazioni, relazioni tecniche, dossier fotografici, diagnosi energetiche, APE ante e post operam (per imprese ed ETS economici), fatture e bonifici.

Avere un protocollo operativo chiaro — inquadramento, fattibilità, calcolo incentivo, gestione portale, documentazione — fa la differenza tra una pratica che va in porto e una che si blocca.

Dove approfondire

Se vuoi partire dalle basi, le 433 FAQ che abbiamo raccolto dai webinar e dai documenti ufficiali GSE sono consultabili gratuitamente su faqcontotermico.naturalnzeb.it — coprono tutti i temi che ho toccato qui.

Se invece vuoi passare direttamente alla pratica, il 16-18-20 marzo teniamo un workshop operativo in cui affrontiamo 8 casi studio reali — dalla scuola comunale dell’Amministrazione Pubblica al capannone dell’azienda agricola — applicando ogni volta lo stesso protocollo: inquadramento, fattibilità, calcolo incentivo, gestione Portaltermico, documentazione.

12 ore in diretta streaming con l’Ing. Elia Vettorato e la Dott.ssa Manuela Micheletti per il confronto CT 3.0 vs detrazioni fiscali. Prezzo lancio: 190€ + IVA (anziché 399€). 12 CFP per ingegneri, architetti e geometri.

→ Scopri il programma completo: naturalnzeb.it/workshop-conto-termico-3/

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