Ripristino dell’Impermeabilizzazione di Balconi e Terrazze: Manuale Pratico
Perché l’Impermeabilizzazione è un’Arte da Padroneggiare
L’impermeabilizzazione di balconi e terrazze non è un semplice passaggio costruttivo, ma un’arte che determina la longevità e la salute dell’intera struttura. Un lavoro eseguito a regola d’arte protegge da infiltrazioni, degrado e costosi interventi futuri.
Non a caso, le statistiche del settore edile sono impietose: si stima che oltre il 50% delle cause civili in edilizia derivi da difetti di impermeabilizzazione. Questo dato sottolinea una verità fondamentale: un errore in questa fase quasi certamente si trasformerà in un problema.
Questo manuale è stato pensato per l’apprendista che desidera padroneggiare questa disciplina. Trasformeremo la complessità in un processo chiaro e sequenziale, illustrando le fasi fondamentali per eseguire un ripristino impeccabile, dalle fondamenta alla finitura.
1. Fase 1: Analisi e Preparazione del Supporto – Le Fondamenta del Successo

1.1. Verifiche Preliminari: Leggere la Struttura Esistente
Prima di impugnare qualsiasi attrezzo, l’occhio esperto deve analizzare la situazione esistente. Una diagnosi accurata è il primo e più importante passo per un intervento di successo. Ecco i controlli essenziali da eseguire:
- Verifica della Pavimentazione Esistente: Ispezionare con attenzione le piastrelle. Sono stabili e ben ancorate al sottofondo? Battere leggermente sulla loro superficie permette di individuare eventuali vuoti sottostanti, che indicano un distacco e una perdita di adesione. Piastrelle instabili o “vuote” sono un segnale inequivocabile che il sistema va rimosso.
- Controllo delle Pendenze: L’acqua è il nemico numero uno, e il suo miglior alleato è la gravità . È cruciale verificare che la superficie abbia una pendenza corretta, con un minimo dell’1%, per convogliare le acque meteoriche verso i punti di scarico. Ristagni d’acqua indicano una pendenza insufficiente o errata, un difetto che deve essere corretto.
- Ispezione di Fessurazioni e Giunti: Osservare attentamente la superficie alla ricerca di fessure. Crepe nel massetto o giunti strutturali della soletta che non sono stati correttamente riportati in superficie sono segnali di movimenti o tensioni. Ignorarli significa costruire su fondamenta instabili.
Un problema ignorato in questa fase iniziale diventerà una falla certa nel sistema finale. L’analisi preliminare non è tempo perso, è il primo passo per un lavoro a regola d’arte.
1.2. Demolizione Totale: Ripartire da una Base Solida
Quando le verifiche preliminari evidenziano problemi strutturali (piastrelle staccate, pendenze errate, fessurazioni importanti), l’unica soluzione per garantire un risultato duraturo è il ripristino totale. Questo significa ripartire da zero, da una base pulita e solida.
- Rimozione della Pavimentazione: Il primo strato da eliminare è la vecchia pavimentazione in piastrelle.
- Demolizione del Massetto: Si procede con la rimozione del massetto esistente, fino a raggiungere la struttura portante sottostante, ovvero la soletta in calcestruzzo (il solaio).
- Pulizia Finale: Una volta esposta la soletta, è fondamentale pulirla accuratamente, rimuovendo ogni residuo di polvere, macerie o materiale incoerente che potrebbe compromettere l’adesione degli strati successivi.
Ottenuta una base strutturale pulita e solida, siamo pronti per iniziare a costruire, strato dopo strato, il nuovo pacchetto di impermeabilizzazione.
2. Fase 2: Il Massetto di Pendenza – La Via di Fuga per l’Acqua

2.1. Funzione e Creazione
Il massetto di pendenza è uno strato fondamentale con uno scopo preciso: creare la giusta inclinazione per guidare l’acqua verso la via di fuga. La sua superficie deve essere realizzata con una pendenza minima dell’1%, orientata verso i punti di scarico (bocchettoni o canalette), per garantire un deflusso rapido ed efficace delle acque meteoriche ed evitare qualsiasi ristagno.
2.2. L’Errore da Evitare: i Massetti Alleggeriti
ATTENZIONE: L’uso di massetti alleggeriti (come quelli in cemento cellulare, argilla espansa, pomice, ecc.) per creare le pendenze esterne è fortemente sconsigliato.
La loro natura igroscopica li trasforma, in presenza di umidità o pioggia durante il cantiere, in un vero e proprio “serbatoio d’acqua”. Quest’acqua intrappolata, con il calore del sole, evapora creando una pressione di vapore e condensa sotto lo strato impermeabile. Il risultato è quasi sempre lo “scollaggio” della membrana, con la formazione di bolle e il fallimento del sistema.
2.3. Realizzazione a Regola d’Arte
Per un lavoro impeccabile, si deve optare per un massetto cementizio tradizionale, compatto e in aderenza alla struttura. Un esempio di realizzazione con un prodotto a veloce asciugamento segue questi passaggi:
- Preparazione del Sottofondo: Sulla soletta strutturale pulita si applica una boiacca di adesione. Questa si può creare miscelando un lattice con acqua e lo stesso prodotto per il massetto.
- Stesura dell’Impasto: L’impasto del massetto viene steso sulla boiacca ancora fresca, con la tecnica del “fresco su fresco”, per garantire un’adesione monolitica.
- Staggiatura e Lisciatura: Utilizzando delle guide (fasce) e una staggia, si tira il massetto creando la pendenza desiderata. La superficie viene poi lisciata con un frattazzo per renderla compatta e regolare.
- Tempi di Asciugatura: È fondamentale rispettare i tempi di maturazione. Un massetto a veloce asciugamento è pronto per ricevere lo strato impermeabilizzante dopo circa 4 giorni. Per i massetti tradizionali, il tempo è di circa 7-10 giorni per centimetro di spessore. Ricorda, questi tempi sono indicativi e dipendono dalle condizioni di cantiere (temperatura, umidità , ventilazione). Un professionista non si fida solo del calendario, ma verifica l’umidità residua del massetto con un igrometro a carburo prima di procedere, per evitare di sigillare umidità nel supporto.
Con un massetto solido, stabile e con le giuste pendenze, abbiamo creato il piano ideale su cui applicare il cuore del sistema: lo strato di tenuta impermeabile.
3. Fase 3: L’Elemento di Tenuta – Il Cuore del Sistema Impermeabile

3.1. La Cura dei Punti Critici: Dove si Vede la Maestria
La durabilità di un’impermeabilizzazione non si giudica sulla superficie piana, ma nei dettagli. I punti critici sono quelli in cui si incontrano materiali diversi, cambi di pendenza o elementi verticali. È qui che la maestria dell’applicatore fa la differenza.
- Scarichi: I bocchettoni di scarico devono essere posizionati in una sezione leggermente ribassata del massetto per evitare ristagni d’acqua intorno ad essi. L’impermeabilizzazione deve essere raccordata in modo impeccabile alla flangia dello scarico, utilizzando i pezzi speciali appositamente progettati, che garantiscono una sigillatura perfetta.
- Raccordi Parete-Pavimento: Gli angoli tra la superficie orizzontale del balcone e le pareti verticali sono un punto debole. Devono essere rinforzati con una bandella elastica. La procedura corretta prevede:
- Applicare un primo strato di impermeabilizzante.
- Annegare la bandella nel prodotto ancora fresco, facendola aderire perfettamente all’angolo.
- Ricoprire la bandella con un secondo strato di impermeabilizzante, integrando la bandella nel sistema.
- Soglie delle Porte-Finestre: Questo è uno dei punti più critici per le infiltrazioni verso l’interno dell’abitazione. È fondamentale applicare il sistema “a vaschetta”: l’impermeabilizzazione deve risvoltare sotto il punto di posa della soglia e sui lati (spallette), creando una vera e propria vasca di contenimento che impedisce all’acqua di superare la barriera ed entrare in casa.
3.2. L’Applicazione dello Strato Impermeabilizzante
Per proteggere il massetto e garantire la tenuta all’acqua, si applica uno strato continuo ed elastico. Un’ottima soluzione è una malta cementizia elastica bicomponente. L’applicazione avviene in più fasi:
- Prima Mano: Si stende un primo strato uniforme di prodotto, con una spatola liscia, su tutta la superficie, curando in particolare i punti critici già trattati.
- Posa dell’Armatura: Nel primo strato ancora fresco si annega una rete in fibra di vetro. Questa armatura aumenta la resistenza a trazione del sistema e la sua capacità di resistere a eventuali movimenti o fessurazioni del supporto.
- Seconda Mano: Si applica un secondo strato di prodotto a copertura totale della rete, fino a raggiungere uno spessore finale di almeno 2 mm.
- Risvolti Verticali: L’impermeabilizzazione deve essere risvoltata sulle pareti perimetrali e su tutti gli elementi verticali per un’altezza di almeno 15 cm sopra la quota della pavimentazione finita. Questa è l’altezza minima richiesta dal Codice di Pratica I.G.L.A.E. per coperture con pavimentazioni fisse; in caso di protezioni mobili e drenanti (es. ghiaia), l’altezza del risvolto deve essere maggiore per evitare che l’acqua superi il contenimento.
Nota per l’apprendista: Un’alternativa molto diffusa, soprattutto per grandi superfici, sono le membrane in bitume polimero (comunemente dette “guaine”). Queste vengono applicate a caldo tramite sfiammatura con un bruciatore a gas. Richiedono però attrezzature specifiche e una grande competenza, poiché un’errata applicazione a fiamma può compromettere l’aderenza e la tenuta del sistema.
Una volta che lo strato di tenuta è completo e maturo, si può procedere con la fase finale, quella che darà al balcone il suo aspetto definitivo e lo renderà calpestabile e durevole.
4. Fase 4: Protezione e Finitura – Il Volto Finale del Balcone

4.1. Sottofondo della Pavimentazione e Trattamento Finale
Prima di posare le piastrelle, sono necessari alcuni passaggi cruciali per garantire la durabilità e la funzionalità del pacchetto completo.
| Fase | Descrizione e Scopo Fondamentale |
|---|---|
| Posa Strato Separatore | Tra l’elemento di tenuta e il massetto finale è consigliato inserire uno strato di separazione e scorrimento (es. un foglio di polietilene). Questo strato serve a “desolidarizzare” i due strati, permettendo loro di muoversi in modo indipendente e gestendo le tensioni dovute alle dilatazioni termiche. |
| Realizzazione Sottofondo | Si procede alla creazione del massetto di sottofondo (spessore minimo 50 mm), che costituirà la base per l’incollaggio delle piastrelle. |
| Trattamento Anticalcare | È “assolutamente consigliabile” trattare la superficie di questo ultimo massetto, prima di incollare le piastrelle, con resine cementizie elastiche. Questo trattamento impermeabilizza il massetto ed evita che l’acqua piovana, dilavandolo, trascini con sé i sali di calcare, causando le antiestetiche colature bianche sui frontalini del balcone. |
4.2. Posa della Pavimentazione e Sigillatura
Siamo arrivati agli ultimi ritocchi, che daranno al balcone il suo volto finale e ne garantiranno la tenuta nel tempo.
- Posa delle Piastrelle: È fondamentale utilizzare un adesivo cementizio ad alte prestazioni, classificato come deformabile (Classe C2 S1 o S2 secondo la norma EN 12004) (dove C2 indica un adesivo a elevate prestazioni, S1 un adesivo deformabile e S2 altamente deformabile; quest’ultima caratteristica è essenziale per assorbire i movimenti termici esterni senza causare distacchi).
- Stuccatura delle Fughe: Le fughe tra le piastrelle devono essere riempite con malte specifiche per esterni, che siano idrorepellenti e resistenti alla formazione di muffe. Una fuga ben eseguita contribuisce alla protezione del sistema.
- Sigillatura dei Giunti: L’ultimo, fondamentale passaggio. Tutti i giunti perimetrali (tra pavimento e pareti/soglie) e i giunti di dilatazione devono essere sigillati con un sigillante elastico. Questo assorbe i movimenti differenziali tra i diversi elementi, impedendo la fessurazione e garantendo una tenuta stagna continua.
I Principi d’Oro per un’Impermeabilizzazione Durevole
Al termine di questo percorso, ecco i tre concetti fondamentali che ogni apprendista deve scolpire nella propria mente per garantire un lavoro di qualità , duraturo e a prova di contenzioso.
- Gestione dell’Acqua: L’acqua è pigra e traditrice. Guida ogni sua goccia verso la fuga. La pendenza non è un dettaglio, è il tuo primo comandamento.
- Continuità del Sistema: Pensa al tuo strato impermeabile come alla chiglia di una nave. Un solo punto debole, un solo raccordo trascurato, e tutto affonda. La tua maestria si vede negli angoli, non nelle parti piane.
- Sequenza Corretta: L’edilizia è una ricetta precisa, non una libera interpretazione. Ogni strato ha il suo perché e il suo quando. Rispettare la sequenza e i tempi di maturazione non è un’opzione, è l’unica via per un lavoro che dura.
Se vuoi imparare a progettare in maniera professionale i sistemi impermeabilizzanti, dai un’occhiata al nostro corso pratico di 16 ore “Corso Sistemi Impermeabilizzanti: Progetto, Manutenzione, Fine Vita“.
Fonti: Impermeabilizzazione coperture continue: codice di pratica I.G.L.A.E.

Risposte